FASHION & FOOD
La vendemmia? Si indossa

E se frutta e verdura non facessero bene solo all’organismo? Apparentemente, l’ultima frontiera in campo di innovazione e sostenibilità nell’industria della moda sembra essere legata proprio a questi alimenti. E, in particolare, agli scarti della loro lavorazione. D’altra parte, l’upcycling è ormai diventato un vero e proprio movimento, in cui sono rifiuti e scarti alimentari a prendere vita ed essere riutilizzati.
Lo scopo? Creare materiali nuovi e alternativi, adatti a sostituire la pelle. Con la vendemmia alle porte, il biomateriale da tenere d’occhio è il Wineleather. Prodotto dagli scarti della lavorazione del vino - semi, bucce e raspi d’uva - questo materiale creato dall’azienda italiana Vegea incarna le innovazioni degli ultimi 10 anni in questo campo. È da tempo, infatti, che il mondo del food e quello de fashion sono un tutt’uno: dai tessuti ricavati dai funghi, a quelli prodotti con mele e cactus, sembra non esistere scarto alimentare che non possa essere trasformato in un capo haute couture. Una soluzione sostenibile e a portata di mano per ridurre gli sprechi della filiera alimentare e di quella della moda. L’utilizzo degli scarti dell’uva, ad esempio, elimina la necessità di usare pelle animale e quella di utilizzare le sostanze chimiche normalmente necessarie per la produzione dell’ecopelle. A basso impatto ambientale, gli scarti dell’uva sono capaci di dare vita a fibre e oli adatti a creare tessuti tecnici sostenibili, evitando la dispersione di circa 13 milioni di tonnellate di vinaccia. La procedura è più semplice di quanto potrebbe sembrare: dopo aver raccolto le vinacce da diverse aziende italiane, Vegea procede essiccandole per permetterne la conservazione. Successivamente, alcuni appositi macchinari trasformano questi scarti in una miscela da spalmare per ottenere veri e propri teli. Gli utilizzi dei tessuti ottenuti in questo modo sono i più disparati: oltre ai vestiti, le vinacce possono diventare anche scarpe sportive. Le Coq Sportif, infatti, ha realizzato diversi modelli con questo materiale, in abbinamento anche a una soletta interna in sughero. Persino alcuni colossi del fast fashion hanno iniziato a dedicarsi ai biomateriali, proprio come H&M, che li ha scelti per la sua linea Concious. Indubbiamente, quello dell’utilizzo della vinaccia – e degli scarti in generale – è un settore in via di sviluppo. Bentley, ad esempio, è stato tra i primi a trattare gli scarti della vinificazione per realizzare gli interni di alcune delle sue automobili.
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