L’EVENTO
L’arte è un’esperienza essenziale
Mostra collettiva alla Galleria Fumagalli di Milano

Nel momento in cui un artista traduce il tempo in materia rende intuibile il processo di provenienza e percepibile le dinamiche future. Tale intensità esprimono le opere di Elisabetta Novello (Vicenza 1974), Matteo Bosco (Milano 1976) e del Maestro Jannis Kounellis (Il Pireo, Grecia 1936- Roma 2017) allestiste impeccabilmente presso la Galleria Fumagalli a Milano per Concretezza dell’essenzialità, quarto appuntamento espositivo del ciclo MY30YEARS- Coherency in Diversity, a cura di Lóránd Hegyl, quale momento di celebrazione dell’attività della Galleria sotto la guida di Annamaria Maggi. Le opere dei due giovani artisti dialogano alla pari con la monumentale installazione del Maestro composta da 63 bilance in ferro sulle quali sono posti mattoni di vetro di Murano di differente colore e dalle forme lievemente irregolari. La serialità delle bilance rimanda al triangolo musicale da qui l’impressione o il desiderio di sentirli vibrare al passaggio di una Dea. I frammenti di pietra grezza posti gli uni accanto agli altri da Mattia Bosco , fresati in modo da creare percorrenze orizzontali venate di colore, paiono conseguenza di un Big Bang, cristallizzati dall’artista in modo da ottenere un corpo unico entro il quale concentrare il concetto di spazio universale.
La temporalità dell’equilibrio è insita nel lavoro di Elisabetta Novello Angolo di riposo, ad intendere come ogni sosta presuppone il cammino compiuto sino quel momento e quello da percorrere in futuro. La polvere di cenere posta a colmare gli angoli delle tre forme fissate a parete, allude al passaggio da residuo combusto a fertilizzante. Sarebbe sufficiente un minimo soffio per farne mutare la forma, poiché come affermava Sant’Agostino, la vita è racchiusa in due sospiri, quello della nascita e quello della dipartita.
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