FIBER ART
L’arte nasce dal riciclo

Libri come nuvole, leggeri e sospesi, densi di contenuti e messaggi, di parole che escono dalle pagine trasformandosi in fili colorati, linguaggi universali e comprensibili a tutti. È Soft Back, l’installazione site specific di Fiber Art che Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori (DAMSS) hanno ideato per la sala Don Rossi di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio e che sarà inaugurata domenica 9 maggio alle ore 10.30. L’evento, a cura di Carla Tocchetti, segna l’apertura di BA Book la storica rassegna che Busto dedica ai libri e alla lettura.
Lo spazio della sala è circoscritto da pareti-telaio, su cui sono intrecciati fili colorati dei colori primari, rosso, giallo e blu. Da questi diaframmi si intravedono fili sospesi che accolgono un centinaio di libri trasformati in piccole sculture, ritagliati, piegati, bruciati. «Deformare un libro, modificarne il volume, cambiarne la funzione, trasformare la sua immagine tradizionale: ecco la nostra sfida», ci spiega Daniela Arnoldi. «Si tratta di libri di recupero donati da amici. Libri che magari non usavano più, edizioni ormai superate che conservavano per ricordo e affezione. Dizionari, testi di giurisprudenza, libri tecnici e romanzi, che in qualche modo custodiscono la storia dei proprietari, l’impronta delle mani che li hanno sfogliati, letti e studiati». Come i libri, anche i fili delle pareti-telaio sono stati recuperati tra gli scarti della lavorazione tessile di industrie del territorio. Il valore del riciclo, della valorizzazione e della bellezza dello scarto, che deve essere trasformato per acquistare nuova vita e significato, è la cifra stilistica di Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori, coppia nell’arte come nella vita. La loro missione è fare comprendere il valore di ciò che abbiamo e la possibilità di offrire una nuova esistenza agli oggetti scartati.
«Sono molto contenta di introdurre nel Varesotto questi esponenti interazionali del movimento della Fiber Art», afferma Carla Tocchetti curatrice dell’evento. «È la prima volta che espongono nel territorio di Varese. Dopo Busto Arsizio saranno ospiti del battistero di Velate, in luglio, e di Laveno, fra un mese, per alcuni lavorati pensati per l’anniversario dantesco». Da altro 25 anni DAMSS si impegna nella valorizzazione delle materie di scarto utilizzando sempre più ricercate tecniche di produzione tessile e non-tessile spesso spinte oltre il limite del tradizionale. «Il tessuto è un mezzo molto affascinante da usare: può essere morbido, secco, duro, si può colorare, dipingere o bruciare; per noi offre un’ampia gamma di possibilità che altri medium non offrono», spiegano gli artisti che hanno esposto in numerose importanti contesti europei, in America e in Asia. A Milano hanno proposto lavori con i libri presso la biblioteca Braidense, alla Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele, e in Triennale, dove hanno presentato sulle passerelle i loro abiti intessuti di libri in miniatura, sculture indossabili in cui il materiale riceve nuova vita e una nuova funzione etico-estetica.
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