A GALLARATE
Le «Città (in)visibili» di Stefano Canziani

Immaginatevi i «sublimi sogni del Piranesi» (parole di Horace Walpole), o le costruzioni impossibili di Escher, non disegnate ma fotografate. Sono le Città (in)visibili di Stefano Canziani, realizzate grazie al collage (digitale), in mostra allo Spazio Civico 3 a Gallarate, un luogo che coniuga l’arte e la cultura con la solidarietà sociale. Nasce così L’evoluzione della città italiana, immagine guida dell’esposizione: una sintesi della storia dell’architettura italiana, fondata sulla romanità (il Colosseo), cresciuta tra medioevo e Rinascimento fino alla modernità, con il palazzo della civiltà italiana a Roma, generatore di tutto il collage e l’edificio Mondadori a Segrate di Oscar Niemeyer. Un dialogo tra architetture e libere impressioni che invita, spiega Canziani, “a rallentare lo sguardo” e notare aspetti fino a quel momento rimasti nascosti. Ispirandosi a Calvino, che nel suo viaggio tra città scriveva che «arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere».
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