MOSTRA
Le luminose sfaccettature del vetro

Visitando Vitrea. Vetro italiano contemporaneo d’autore, ospitata alla Quadreria della Triennale di Milano, non sarebbe opportuno comportarsi come l’anonimo, e sfortunato, artigiano del vetro di cui Petronio narra la vicenda. Il vetraio aveva scoperto la tecnica per realizzare un vetro infrangibile e per dimostrarlo, dopo aver regalato a Cesare una fiala di tal vetro, la scagliò a terra, il manufatto non si ruppe, si ammaccò: bastò all’artigiano un martelletto per riportarlo alla pristina forma. Cesare, esterrefatto, gli fece mozzare il capo: un vetro simile sarebbe stato più prezioso dell’oro. Ecco, né a lanci sul pavimento, né a martelli sarebbe acconcio ricorrere in questo raccolto passaggio in cui la Fondazione Cologni dei Mestieri d’arte, con la curatela di Jean Blanchaert, sembra aver voluto riunire ogni luce e trasparenza del mondo vetrario.
Un’ottantina di opere di autori che illustrano le numerosissime le forme del vetro e le sue differenti tecniche ed estetiche applicate dai maestri italiani i quali, portando alla forma il pensiero creativo dell’artista, condividono con quest’ultimo il titolo di “autore” delle opere che ammiriamo. Riferendosi alla figura del maestro del vetro, Alberto Cavalli, coordinatore del progetto, dice: «per la legge sono operai specializzati, ma in realtà sono tesori viventi».
La mostra è, infatti, anche un tributo a “questa eccellenza artigianale” italiana. Nei pochi passi che separano le prime opere dalle ultime, il visitatore può apprezzare le incredibili potenzialità di questa magia di sabbia e fuoco. Tra i Fuochi d’acqua, di Giorgio Vigna, in cui la “vita della fornace” è poeticamente riassunta in questi fiori, il cui aspetto è in verità la forma che la trasparenza ancora polverosa del vetro assume nelle prime fasi di lavorazione e i cui steli sono le canne di rame per soffiare il vetro, e i busti in vetro a stampo di Giberto Arrivabene, che espongono un’affascinante matericità, un mondo di tecniche, colori, forme, concetti si apre allo spettatore, che ammira vetrofusioni, vetri masselli, incisi, soffiati, a lume. Infine, Fuga dal coronavirus testimonia il confronto di quest’arte con la contingenza epidemica che tuttavia la visionarietà settecentesca di Lucio Bubacco riesce a contenere entro virtuosi manierismi e reminiscenze classiche.
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