PROPRIETA’ E BENEFICI
La stagione della frutta (e della verdura) rossa

Quando un colore caratterizza una stagionalità in tavola. Anche se, ormai, lo si può trovare tutto l’anno. Ma il rosso, soprattutto della frutta, si collega immediatamente all’estate: ribes, lamponi, mirtilli e more sono i piccoli frutti rossi che più evidenziano la stagione estiva. Ma anche le fragole, le ciliegie, e regina indiscussa, l’anguria. E il pomodoro. E poco importa che, dal punto di vista tecnico, l’anguria sia della famiglia delle Cucurbitacee, che è la stessa delle zucche e delle zucchine, e la fragola delle Rosaceae e gli “addetti ai lavori” le definiscano spesso “falsi frutti”: le si gusta a fine pasto. Così come, se si vuole restare nel rosso, il pomodoro rappresenta un contorno o il re delle insalate fresche.
«A livello di consumo, il rosso ha la caratteristica di essere anche il colore emblema del gusto – spiega Alessandro Vigliotta Marsella, produttore Covimagreen, realtà agricola che si occupa della coltivazione di ortaggi e verdure di stagione a livello nazionale, concentrandosi molto sulla produzione a chilometro zero -. È il colore che denota la frutta, ma anche la verdura, il più dolce possibile». Che sta anche a significare che una mela rossa è più dolce di una gialla e un peperone rosso più dolce di uno verde o giallo.
«Nel sentimento del consumatore – prosegue Vigliotta Marsella –, lo constato in prima persona, l’interesse è molto attirato dall’unione del colore e del gusto. E il rosso resta il colore dell’estate per quanto riguarda l’ortofrutta, anche se ormai, dal punto di vista della produzione, in termini generali si va a finire in un discorso che resta sempre connesso a protocolli di produzione, ma che vede la maggior parte dei prodotti frutto di migliorie di laboratorio, nati da sementi che sono state migliorate in laboratorio. Anche se, pur nella meccanizzazione di molto lavoro, si segue ancora una scaletta temporale dovuta soprattutto al clima».
E a rispettare in toto questa stagionalità sono proprio le angurie: nessuna deroga al periodo di produzione standard, così come la deroga è impossibile per le ciliegie, che sono frutti di piante. E in Europa, non solo in Italia, si sta assistendo anche a un crescendo di produzione in serie «in suolo e fuori suolo» dei mirtilli, mentre, prosegue Alessandro Vigliotta Marsella, «le more e i mirtilli restano ancora piccoli frutti legati alla produzione in rovi. Anche per le fragole in Italia si segue ancora una scaletta temporale dovuta al clima e che va da fine marzo a inizio giugno, con una produzione che sale dalla parte più bassa del Sud al Nord: le prime partono dalla Sicilia, dove la produzione di fragole è rinomata, quindi la Basilicata, che è il cuore della produzione di fragole in Italia, quindi la Campania, l’Emilia Romagna e si chiude con il Piemonte, che rappresenta lo “zoccolo duro” del Nord e il Trentino dove si chiude la stagionalità della produzione». Ma dal lavoro di laboratorio le fragole si possono trovare anche tra ottobre e dicembre, contando sul fatto che si tratta comunque di una categoria piante rifiorenti che fruttificano anche in tardo autunno. E poi c’è il pomodoro, che, grazie al clima, in Italia può contare su una produzione per tutto l’anno.
«Rosso sì, ma non come una volta – conclude Vigliotta Marsella con una battuta -, questo anche per la richiesta dei consumatori. Ma devo dire che, con il passare del tempo, il gusto non si è perso, anzi, forse è anche aumentato, anche se non in maniera naturale e spontanea. Perché anche la produzione in laboratorio è legata al raggiungimento di certi canoni».
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