LA SCOPERTA 100 ANNI FA
L’insulina, ormone intelligente
Il punto sulla gestione dle diabete: ricerca e scenari

La scoperta dell'insulina, esattamente un secolo fa, è stata sicuramente una tappa importante nella storia della medicina per alcuni primati rivelatisi nel corso degli anni: primo ormone estratto dagli animali e impiegato come cura salvavita del diabete mellito di tipo 1, in seguito prima sostanza prodotta con la tecnica del Dna ricombinante. E non è finita: l'insulina si sta ora rivelando un ormone “intelligente».
Il centenario dell'insulina è stato doverosamente ricordato all'ultimo Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), tenutosi a Roma, per fare il punto sull’attuale gestione della malattia diabetica, sugli indirizzi della ricerca e sugli scenari futuri.
Delle diverse malattie croniche, il diabete è senz'altro la più complessa, un vero e proprio contenitore di molteplici sindromi cliniche che coinvolgono più organi e che possono evolvere in complicanze metaboliche, cardiovascolari, neurologiche e nefrologiche, tali da portare spesso il paziente all’ospedalizzazione. Nei reparti di Medicina interna, un degente su quattro è anziano e diabetico.
“Una sfida che il medico internista - fa presente il professor Antonello Pietrangelo, presidente della SIMI - deve affrontare quotidianamente, con una visione d’insieme nel curare la persona e non la singola malattia”.
In Italia è il medico internista chiamato a gestire il 70% dei diabetici che arrivano negli ospedali.
Da alcuni anni, grazie alla tecnica del DNA ricombinante, per l'insulina si è passati dall’estrazione animale allo sviluppo di un ormone sintetico, praticamente identico a quello umano. Inoltre, le insuline sono state modificate per meglio mimare la secrezione fisiologica del pancreas che le produce, per aumentare l’aderenza alla terapia e rispondere alle esigenze dei pazienti, giungendo alla creazione di penne per iniezioni sottocutanee «intelligenti», cioè in grado di acquisire informazioni specifiche sulla persona e variare la quantità di farmaco da iniettare.
«A 100 anni dalla scoperta dell'insulina come farmaco salvavita - conclude Stefano del Prato, docente di Malattie del metabolismo all’Università di Pisa e presidente della European Association for the Study of Diabetes - sono ancora molti i traguardi nella cura del diabete di tipo 1, quali la sintesi di insuline intelligenti, cioè disponibili nel tempo e nella quantità in funzione dei livelli di glicemia che variano nel paziente».
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