L’ORA DEI MENU
Ogni piatto ha il suo vino

Natale e brindisi: si parte dalla vigilia di Natale che sulle tavole di tutta in Italia vede trionfare il pesce. Per questo Gennaro Buono suggerisce: «Dovendo immaginare a tavola un plateau di frutti di mare crudi come ostriche, tartufi, scampi gamberi e cozze, ideale è un vino capace di amplificare l’effetto marino del piatto, mitigando con la sua rotondità le note iodate che vanno ad avvolgere il palato. Come la Lugana, uno dei grandi vini bianchi italiani, capace di soddisfare tutti i gusti. Caso diverso invece per il pesce cotto, se ad esempio il menù prevede un grande classico della tradizione, il baccalà, soprattutto se cotto in casseruola. Quindi optiamo per vini dalla struttura più complessa ed elegante: quale migliore occasione per stappare una bottiglia di Fiano di Avellino, molto apprezzato per il gusto particolare con sentori di nocciola e ideale per accompagnare pesci di sapore corposo».
Il giorno di Natale è il trionfo di paste ripiene e carne: sarà il turno di Franciacorta e Brunello di Montalcino. Spiega Gennaro Buono: «Un buon compagno di viaggio per le paste ripiene, specie se a base di pesce è uno spumante metodo classico, che nasce da un’attenta selezione, cura e ricerca: il Franciacorta, uno spumante che racchiude in se stesso tutto il radicamento e la tradizionalità di un territorio di pregio». Passando poi al secondo, parlando di carne, Buono non ha dubbi: «Quale vino migliore per accompagnare la sella di capriolo o uno spezzatino di cinghiale, cotto lungamente come vuole la tradizione, se non un Brunello di Montalcino, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità. L’eleganza e il corpo armonico del vino permettono abbinamenti con piatti molto strutturati e compositi quali le carni rosse e la selvaggina, accompagnate da funghi e tartufi».
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