ANDREA KERBAKER
Milano in 10 passeggiate

A volte anche un collezionista compulsivo di libri come Andrea Kerbaker esce dalla sua invidiabile biblioteca e passeggia per le vie di Milano, città all’apparenza grigia e monotona, ma nella realtà, agli occhi di chi la sa svelare, colma di tesori nascosti e il più delle volte sconosciuti.
Kerbaker, bibliofilo e scrittore, docente universitario, animatore della Kasa dei Libri, fondatore del Kapannone dei Libri di Angera, racconta in un godibilissimo libro la sua Milano percorsa a piedi, alla ricerca del monumento perduto, della casa d’autore, del fatto di cronaca accaduto in questo o quel quartiere. Milano in 10 passeggiate (Bur Rizzoli, 17 euro) riporta alla mente altri viaggiatori letterati, in primis Gian Pietro Lucini, con la sua Passeggiata sentimentale per la Milano di “L’altrieri” e la città in piena trasformazione con «sovrani picconi e squadre», e Dante Isella, con il tour letterario lungo i Navigli, quando i milanesi avevano orgoglio «per la ricchezza d’acque della loro città».
Kerbaker, la cui scrittura è colta e divertita, si mette in cammino per svelarci chiese nascoste, come Santa Maria presso San Satiro con il capolavoro prospettico del Bramante, Montale che va al “Corriere”, la via Keplero dell’incendio gaddiano, ma anche le bellezze scultoree del Cimitero Monumentale, la splendida Villa Necchi Campiglio, la città che sale dei grattacieli fino a quella dei sanbabilini e degli anni di piombo.
Poi la concessione al noir metropolitano, con la leggendaria rapina della banda Cavallero in largo Zandonai, l’uccisione del commissario Luigi Calabresi in via Cherubini o quello del playboy Francesco D’Alessio in corso Magenta per mano (armata di Smith & Wesson) della modella Terry Broome, fino a uno dei più orrendi delitti del Dopoguerra, quello di via San Gregorio, con lo sterminio della famiglia del suo amante a opera di Rina Fort.
«Tutta mia la città, un deserto che conosco», cantava l’Equipe 84, e Kerbaker termina il suo viaggio con la descrizione di una passeggiata quasi metafisica, nella Milano chiusa per covid: alla fine, come per tributo doveroso a un maestro di vita e di libri, lo scrittore arriva in piazza Castello e alza lo sguardo verso la finestra dell’appartamento di Umberto Eco, quella dove alloggiava la sua biblioteca.
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