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Oggetti e arredi del futuro

Come potrebbe essere il design nello spazio? Che funzione avrebbe? Quali oggetti potrebbero realmente servirci? Annalisa Dominoni, architetto, professore al Politecnico e fondatrice dello studio a+b di Milano ha scritto un libro sul ruolo strategico del design per la vita nello spazio, Design of Supporting Systems for Life in Outer Space (Springer).
Il volume, dedicato a un pubblico di specialisti, ma anche di appassionati di vita nello spazio, fa il punto su temi di grande interesse e attualità, quali il ruolo strategico del design, le ricerche e i progetti per migliorare la qualità e il comfort del vivere e lavorare altrove.
Sancisce inoltre l’affermazione della nuova disciplina Space Design, che la stessa autrice ha contribuito a creare in più di vent’anni di ricerche e pubblicazioni all’interno del Politecnico di Milano.
Come spiega: «Il design pone l’essere umano al centro e cerca di interpretarne i bisogni nel modo più sostenibile: se un astronauta vive e lavora in un ambiente confortevole, e con equipaggiamenti più efficienti, le sue performance aumentano. L’obiettivo del libro è dimostrare il ruolo strategico del design per lo spazio e la sua progressiva diffusione grazie alla capacità del designer di parlare i linguaggi diversi della scienza e della bellezza e fare da ponte fra spazio e Terra e viceversa, ispirandosi per esempio a tecnologie spaziali che potrebbero avere applicazioni davvero dirompenti nella nostra vita».
Per dare un’idea di quanto questo tema sia attuale basti pensare che anche un colosso come Ikea si è avvicinata alla progettazione spaziale collaborando niente meno che con la Nasa. Con la collezione Rumtid, infatti l’azienda svedese ha annunciato una collaborazione con la Mars Desert Research Station della Nasa che, nel mezzo del deserto dello Utah, ha il compito di riprodurre le condizioni abitative su Marte durante una spedizione spaziale. La collezione prende in considerazione i problemi legati all’urbanizzazione e al vivere in spazi stretti ed è divisa in 4 sotto progetti focalizzati su tempo, piccoli spazi, acqua e aria. Quattro saranno anche le uscite dei prodotti in edizione limitata. Rumtid include un purificatore per l’aria, soluzioni innovative di illuminazione, un sistema di mobili fatti di blocchi di legno e oggetti realizzati con legno riciclato e rifiuti. «Vogliamo imparare da scenari estremi e ricollegarli alla Terra, concentrandoci sull’urbanizzazione e sulla vita in piccoli spazi», ha affermato Siri Skillgate, uno dei 5 progettisti. «A Tokyo, c’è un pensiero preciso intorno al piccolo spazio abitativo che consente modularità e mobilità. Ci siamo sentiti ispirati da tutte le soluzioni interessanti nelle case delle persone e negli hotel modulari».
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