RESTAURATA
Rinasce Villa Frascoli con gli indizi che conducono al Portaluppi
La lussuosa dimora di Laveno Mombello vanta 11 camere e ben 8 bagni

La sirena dei battelli nel porto di Laveno Mombello, uno va ed uno viene, la catena del Rosa appena spruzzata di neve, un lago – il Maggiore – che è possibile dividere da lontano tra sponda piemontese e lombarda con un ampio gesto del braccio, al pari di un moderno “Mosè d’acqua dolce”: questo è molto altro è possibile scorgere dalla restaurata Villa Frascoli, dimora costruita a Laveno negli anni Venti del XX secolo ed in seguito sviluppatasi ulteriormente attorno al nucleo originario.
Il proprietario odierno che ne ha anche curato i lavori di ripristino durati 20 mesi, Cesare Pozzoli noto avvocato giuslavorista, ha deciso nei giorni scorsi di aprire le porte della villa in esclusiva a Prealpina alla presenza del direttore Daniele Bellasio. «Questa bellezza è tale – ha riferito Pozzoli guardando il panorama che offre il Maggiore - se la si può vivere e soprattutto condividere». Non è un caso che siano già stati presi contatti con il FAI per poter aprire alle Giornate di Primavera questi scorci unici, magari anche con eventi selezionati dedicati a musica ed arte o a brevi soggiorni. Ma andiamo con ordine, perché molto sarà svelato proprio a primavera. Il legale milanese dapprima si è aperto a spiegazioni su queste antiche mura cariche di storia con enormi lampadari, atrii con sgraffitatura a losanghe, con gigli e racemi di ispirazione quattrocentesca, con pure richiami al Liberty, una struttura immutata rispetto alle foto d’epoca ma profondamente recuperata per essere abitabile con ogni tipo di confort che raramente offrono residenze di queste dimensioni. La paternità progettuale dell’edificio, per dare qualche cenno, non è attestata da precisi documenti, come ha spiegato in un volume dedicato anche il professore Roberto Dulio, docente di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano. Tuttavia lo stesso studioso ritiene vi siano «indizi circostanziali, non esclusivamente stilistici» che portano in primo piano la figura di Piero Portaluppi come autore di una raffinata scala gradonata nel giardino e probabilmente dei lavori di ampliamento della residenza. I legami dell’architetto Portaluppi con Laveno Mombello sono diversi a cominciare dai lavori effettuati per la Società Ceramiche Italiana di Laveno (SCI), per la quale realizza lo stand espositivo alla I Biennale di Monza e lo si trova ritratto in una fotografia proprio nella terrazza della grande casa con il proprietario e committente originario, Enrico Frascoli, ed i suoi familiari. Tra questi la figlia Matilde Frascoli, sposata con l’industriale del tessile milanese, Roberto Fumagalli. Dalla villa di Laveno basta alzare lo sguardo per incrociare la Chiesa di Sant’Ambrogio, progettata e realizzata da Paolo Mezzanotte tra il 1933 ed il 1940. Tra le opere note del Mezzanotte, lo ricordiamo, vi è il palazzo della Borsa a Milano. «Questa parte del Lago Maggiore - ha spiegato Pozzoli che divide la sua vita tra Milano e Laveno con la moglie Paola ed i suoi 4 figli - è meno conosciuta dai milanesi rispetto alla sponda piemontese nonostante, appunto, vi sia una forte impronta dal punto di vista artistico e architettonico di illustri meneghini. Credo che queste aree possano avere uno sviluppo importante soprattutto in un momento storico come questo, dove abbiamo scoperto, a causa del Covid, la rivoluzione del lavoro agile che ha già portato diversi a scegliere di ripopolare borghi fuori Milano in città come Pavia, Como o Varese per poi entrare a Milano “in presenza” due o tre volte la settimana. Con vantaggi anche in termini ambientali e sociali». Mostra anche ville e dimore di conoscenti che provengono da oltre Oceano, fin dalla California, che hanno trovato nel Verbano lombardo una meta di indiscutibile fascino. Il giuslavorista prosegue a fare da guida nella casa, con 11 camere ed 8 bagni con alcuni mobili di proprietà e progettati dal Portaluppi ed acquistati presso antiquari. Altri, speciali, che arredano la casa, arrivano dalla “Cometa” di Como, associazione no profit dedicata ad attività di accoglienza, sostegno, educazione e formazione al lavoro per bambini e ragazzi in situazioni difficili, gruppo cui la famiglia Pozzoli tiene molto. Più che gli indizi – noti e concordanti - che conducono al Portaluppi, a Villa Frascoli vi sono tracce ben visibili quelle che mostrano l’amore di questa famiglia per il territorio, l’arte, il gusto del bello non fine a sé, ma solo se è possibile condividerlo.
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