CONSIGLI
Sale, quel pizzico di troppo
Ecco come utilizzarlo in cucina

Per secoli il sale è stato considerato un bene prezioso perché difficilmente reperibile, specie dalle popolazioni che vivevano lontane dal mare. Basti pensare che la parola “salario”, introdotta dai Romani, deriva proprio dal sale che era corrisposto come paga, data la sua importanza per la conservazione degli alimenti. Oggi il sale rappresenta ormai un alimento di uso comune, onnipresente sulle nostre tavole, dove è in grado di esaltare il sapore di ogni piatto di qualsiasi tradizione gastronomica si parli. Il sale è un minerale indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo ma al tempo stesso, rappresenta un pericolo per la nostra salute se ne viene utilizzato troppo. Il sale apporta sodio e cloro, due elementi fondamentali nella regolazione dell’equilibrio acido-base dell’organismo (vale a dire l’equilibrio tra sostanze acide e alcaline presenti nel sangue e nei tessuti) e del bilancio idrico (inteso come la distribuzione dei liquidi nonché il volume di sangue nell’organismo).
Il sodio, in particolare, ha funzioni molto importanti regolando la quantità di acqua presente nel sangue e tra le cellule dei tessuti. Inoltre, esso influenza la contrazione muscolare e la trasmissione dell’impulso nervoso. Se l’alimentazione è troppo ricca di sale, aumenta il passaggio di acqua nel sangue e nel liquido extracellulare. Ciò accresce il rischio di edema e di pressione alta ma anche di malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Un elevato consumo di sodio, inoltre, è associato a un rischio più elevato di tumori dello stomaco e di osteoporosi. Come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni giorno bisognerebbe consumare meno di 5 grammi di sale da cucina, tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto, che corrispondono a circa 2 grammi di sodio.
Il sodio presente negli alimenti sarebbe di per sé in grado di sopperire alle esigenze dell’organismo. Esso è infatti naturalmente contenuto nell’acqua, nella frutta, nella verdura, nella carne Aggiungendo sale alle pietanze si finisce per assumere sodio in quantità eccessive: l’adulto italiano ingerisce in media ogni giorno circa 10 grammi di sale, cioè 4 grammi di sodio, una quantità molto superiore (quasi dieci volte) a quella fisiologicamente necessaria. Il più delle volte senza nemmeno accorgersene. Il sodio si trova soprattutto nel sale e negli alimenti salati. Secondo l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, infatti, più della metà del sodio (54%) è contenuto nei cibi conservati e precotti (quello utilizzato nella preparazione industriale), quello presente nei cibi freschi è molto meno (circa il 10%), quello aggiunto con il sale quando si cucina o in tavola è circa il 36%. Basta ad esempio una pizza per raggiungere la quantità limite giornaliera (2 grammi). Tra gli alimenti più a rischio troviamo pane, cracker e grissini: non sono fra i più ricchi di sodio ma ne possono apportare molto perché nell’arco della giornata se ne mangiano più porzioni.
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