DIPINTI-RICAMO
Sulle tracce del Grand Tour

Il titolo di questa doppia esposizione «Le donne, l’arte e il Grand Tour. Gioielli in micromosaico e dipinti-ricamo in collezioni private svizzere», a cura di Silvia Mazzoleni e Matteo Bianchi, ospitata alla Pinacoteca Züst di Rancate in Ticino, fino al 3 ottobre, è perfetto perché inquadra, direi didatticamente, i motivi portanti delle mostre: la presenza femminile, ora discreta -nei dipinti - ora mondana - la gioielleria -, nell’arte nei decenni a cavallo tra il 1700 e il 1800 quando il Grand Tour, ovvero il grande viaggio di formazione che, a partire dal XVII secolo, i rampolli delle aristocrazie europee intraprendevano, soprattutto verso l’Italia, per formarsi il gusto delle arti e della cultura, raggiunse il suo acme. La prima mostra è dedicata ai dipinti-ricamo (i cosiddetti tableaux brodés), un particolare tipo di espressione artistica che, su un supporto in seta, combina la pittura all’acquarello, solitamente impiegata per “tratteggiare visi, altre parti nude del corpo, lo sfondo, il cielo e l’acqua”, come scrive Silvia Mazzoleni nel suo testo, con il ricamo, tecnica con la quale sono realizzati i vestiti dei personaggi e soprattutto gli elementi del paesaggio e la vegetazione.
Soffermandosi a contemplare questi piccoli quadri, una cinquantina in esposizione di artiste per lo più senza nome (sono presenti solo due dipinti firmati della madre, Pernette, e dalla moglie, Suzanne, di Guillaume Henri Dufour, generale svizzero e primo presidente della Croce Rossa Internazionale), si apprezza con particolare piacevolezza l’esito visivo che i velluti e i fili di seta offrono alle composizioni, amalgamando matericità e effetti di luce che alternano scintillio e microombre. Si rimane sorpresi da come il ricamo riesca, non tanto ad imitare naturalisticamente, quanto a trasmettere in modo quasi tattile la sensazione della vegetazione. Questa forma artistica mista di stampo squisitamente femminile, fiorita in un lasso di tempo di poche decine d’anni, in epoca neoclassica, probabilmente in Francia, ha trovato un particolare sviluppo in terra svizzera, nell’allora repubblica di Ginevra. Caratteristica saliente di questi dipinti-ricamo svizzeri è l’ispirazione roussoiana: dalla biografia del filosofo o da episodi narrati nei suoi testi sono tratti i soggetti di queste opere. Solitamente, invece, i dipinti ricamati ricopiavano quadri famosi o raffiguravano episodi religiosi.
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