DA VIVERE
Il carattere del color rosa

La casa degli italiani diventa sempre più il luogo intimo in cui ritrovare serenità, relax e circondarsi di cose belle. Un luogo privato da condividere con i propri familiari in primis e poi, quando sarà possibile, riaprirlo agli amici per mostrare un po’ di sé stessi. Agli italiani piace infatti mostrare la propria casa che rappresenta una porta di ingresso nella propria interiorità, uno sguardo sui propri gusti e scelte stilistiche, un modo per raccontare un po’ di sé, un palcoscenico dove si svolge la storia della propria quotidianità.
Questa ricerca di un ambiente intimo da condividere fa prediligere la scelta di colori mai aggressivi ma pacati e negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rinascita delle tinte pastello tanto in voga nell’Ottocento ma ripulendole dagli orpelli decorativi per un gusto più minimale e contemporaneo. Quindi via libera all’azzurro carta da zucchero, al verde menta, al giallo chiarissimo, ai beige, all’arancio albicocca ma soprattutto al rosa. Eh sì, perché questa tinta considerata erroneamente fino a qualche anno fa appannaggio solamente del mondo femminile diventa oggi colore protagonista no gender.
«Nel diciottesimo secolo era perfettamente normale che un uomo indossasse un vestito di seta rosa con decorazioni floreali», ha dichiarato Valerie Steele, direttrice del museo del FIT (Fashion Institute of Technology di New York). «Il rosa era anzi considerato un segno di mascolinità in quanto diminutivo del rosso, che era il colore del sangue e della guerra» conclude. Se pensiamo al cinema e alla letteratura non possiamo che citare Gatsby dell’omonimo libro scritto da di Francis Scott Fitzgerald, che si presenta a pranzo con la sua amante in un abito rosa.
Oggi infatti assistiamo ad un revival del rosa nella moda e nel design come colore discreto nelle nuance pastello da utilizzare praticamente ovunque sia per l’universo maschile che per quello femminile. Partiamo per esempio dalle tinte delle pareti: il rosa è perfetto per schiarire e personalizzare un salotto o la zona studio. Sagredo per esempio è l’ultimo decorativo opaco proposto da San Marco e caratterizzato dalle particolari sfaccettature bitonali, in grado di dare profondità alle pareti e risalto a ogni stile di arredo.
Per ottenere un effetto spatolato è necessario distribuire il prodotto con un frattazzo e, dopo aver applicato un ulteriore strato, creare delle rotazioni in direzioni contrapposte dando vita a giochi di chiaroscuro sulle pareti. Eseguendo delle pennellate in direzioni opposte, invece, l’effetto cross trasforma la superficie in una tela intrecciata caratterizzata da morbide sfaccettature.
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