DA VEDERE
I capolavori mascherati

Ritratti nascosti. Volti imprigionati da nastri di seta o da gorgiere smisurate, capigliature invadenti, cresciute in modo abnorme, occhi che ci guardano tra le fessure dei velluti o dalla visiera di un elmo. Mascherine sui generis, potremmo pensare, anche se l’artista tedesco Volker Hermes lavora a questo progetto da tempi non sospetti. Da una decina di anni, infatti, riflette sul tema del ritratto, sul significato sociale di questo genere, a partire dal Rinascimento e fino all’invenzione della fotografia.
I ritratti, nei secoli passati, erano un bene di lusso riservato esclusivamente a un’élite privilegiata, uno status symbol del committente e specchio di un’epoca. Presentano elementi legati alla moda, al contesto sociale, all’appartenenza della persona effigiata che oggi rischiano di sfuggirci. I committenti sceglievano vesti e tessuti particolari che raccontavano qualcosa della loro storia, così come collane e anelli rivelavano un lutto, un tradimento, un pegno d’amore.
Nastri e fili di perle sottolineavano acconciature raffinate e fronti spaziose, simbolo di nobiltà. Il lavoro di Volker Hermes consiste nel rintracciare questi dettagli segreti e usarli per sottolineare come le convenzioni arrivino a mascherare la vera identità della persona. Individuato nel ritratto l’elemento “feticcio” (un frammento del tessuto, il pizzo, i fiori del bouquet), Volker Hermes lo moltiplica con una rielaborazione fotografica, usandolo per nascondere il volto.
«Ho iniziato una riflessione sul significato sociale della pittura, i codici di abbigliamento nei dipinti e il ruolo dell’individualità nei ritratti. Ho trovato un modo per esprimere la mia visione contemporanea intervenendo digitalmente su opere storiche», ha detto l’artista, che opera con i ritratti d’epoca con rispetto, senza aggiungere nulla dall’esterno. «Prendo solo singoli elementi e li rimodulo. Tutti i cambiamenti provengono dal dipinto stesso». Il risultato è realistico e rispettoso dello spirito dell’opera originale.
Il progetto si è rivelato particolarmente attuale in questo periodo, grazie ai volti mascherati dei protagonisti. Questa operazione consente all’osservatore di entrare in una dimensione intimistica, spingendolo ad analizzare l’aspetto interiore e nascosto del personaggio velato, andando oltre la pura rappresentazione.
Un progetto dal titolo Identità s-velate. Hidden Portraits ha coinvolto Volker Hermes e i Musei civici di Pavia (per informazioni vivipavia.it e museicivici.pavia.it).
Fino al 6 gennaio (salvo ulteriori proroghe) sono esposti una ventina di lavori storici dell’artista, insieme alle rielaborazioni fotografiche di quattro ritratti delle collezioni pavesi, alcuni custoditi nei depositi e quindi ignoti al pubblico: un meraviglioso Ritratto del cardinale Lorenzo Raggio Pistone, di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio (1639-1709), il Ritratto di gentildonna, forse Anna Bolena, attribuito a Frans Pourbus il Giovane, pittore di Anversa (1569-1622), simbolo della mostra.
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