IN STAZIONE
L’arte entra nella quotidianità

Fino al prossimo 8 agosto la stazione ferroviaria di Porto Ceresio assumerà un aspetto inusuale grazie all’allestimento della prima mostra dell’ex-campionessa olimpionica di tiro a volo Giovanna Pasello.
L’esposizione, dal titolo «The olympic games, dallo sport all’arte», è organizzata da Carlo Maccini nello stesso spazio urbano, quello della stazione di Trenord dell’affascinante borgo che si riflette sul Ceresio, nel quale l’estimatore d’arte, la scorsa estate, aveva proposto una rassegna di fotografie che immortalavano la Città eterna, opera di Mauro Trabalza, cuoco e nipote dell’indimenticabile «sora» Lella Fabrizi.
Un modo, questo, di far entrare l’arte nella quotidianità, rendendo il luoghi più comuni e trafficati, come può essere, appunto, una stazione ferroviaria, palcoscenici privilegiati della vena artistica di due autori «presi in prestito» da mondi apparentemente lontani e inconciliabili. Come quello dello sport, appunto.
L’ispirazione di Giovanna Pasello, sessantenne comasca di Lurate Caccivio, nasce dai quadri di Lucio Fontana, il pittore dei tagli nelle tele, dai quali l’ex-sportiva è rimasta affascinata durante una mostra a Milano. Al posto che tagliare le tele, però, l’inedita artista le ha colpite con l’oggetto che lei abitualmente utilizzava durante le gare, poi le ha decorate, a suo piacimento, utilizzando piattelli e cartucce. A Porto Ceresio saranno esposti dieci quadri che Pasello ha riunito chiedendoli in prestito agli amici ai quali li aveva regalati, segno che l’idea di fare una mostra non ha avuto una poi lunga gestazione.
Le opere sono esposte dal 25 luglio in sala d’attesa e all’interno della stazione. Oltre ai quadri, i visitatori-viaggiatori potranno lasciarsi incantare da un allestimento di 159 piattelli colorati e da otto altri “reperti” dell’Olimpiade di Atlanta, tra i quali giubbotti, badge e ancora piattelli.
Le tele sono realizzate con tecnica mista: pallini di piombo, polvere da sparo e ceramica. Nel suo curriculum Pasello annovera la partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, quando giunse vicinissima alla qualificazione per la finalissima, per l’oro, nella specialità double trap. S’è aggiudicata diversi altri titoli, tra cui quattro europei, sei tricolori, sempre nel double trap, e sette nella disciplina fintello. Da qualche tempo non spara più, ma è rimasta sempre una donna sportiva e, adesso, anche artista.
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