SALUTE MENTALE
Prendi la ramazza e raggiungi il Nirvana
Un esercizio quotidiano che porta giovamento a corpo e spirito. Procrastinare le faccende domestiche porta pensieri negativi

Si racconta che uno dei discepoli del Buddha abbia raggiunto il Nirvana, lo stato perfetto di pace e felicità, culmine della vita ascetica, proprio mentre stava spazzando per terra. Senza pretendere di arrivare a tanto, occuparsi delle pulizie domestiche, croce e delizia di casalinghe disperate e non, può rappresentare un nuovo modo per raggiungere la tranquillità dell’anima. Secondo un approccio Zen che negli ultimi anni ha conquistato anche il mondo occidentale, pulire equivale a eliminare dallo spirito qualsiasi ombra e togliere sporco e polvere da oggetti e superfici serve a spazzare via le nubi dell’anima. Ne è convinto Keisuke Matsumoto, bonzo del tempio Komyoji di Tokio, laureato in filosofia e autore del Manuale di pulizie di un monaco buddhista, un libricino che combina con grazia e leggerezza consigli pratici, riflessioni filosofiche e spirituali su come prendersi cura delle proprie abitazioni in perfetto stile Zen. Nella filosofia buddista infatti, l’Osoji, è la pratica secondo cui, prima di meditare si deve fare pulizia per venti minuti. Se le faccende di casa assumono un significato diverso dal semplice obbligo o dovere, possono diventare un vero e proprio esercizio quotidiano che porterà giovamento al corpo e allo spirito. È l’Ora et labora dei monaci Benedettini e, come spesso accade, Oriente e Occidente si incontrano in principi comuni e un’etica condivisa. Nel lavoro, nella fatica fisica, sia essa tradotta nel pulire, nel coltivare l’orto o il giardino, nel cucinare si possono trarre giovamento e serenità. Quelle che sono definite “ortoterapia” o “gardentherapy” o, “cleanfullnes” non sono altro che pratiche usuali che si nascondono dietro anglicismi o nomi alla moda. Matsumoto racconta la giornata del monaco buddista che inizia con l’igiene personale poiché il corpo è la “casa” dell’anima e prosegue con la pratica delle preghiere e con la pulizia del tempio e dei suoi dintorni. Ogni giorno lo stesso rituale scandito per tutti i giorni dell’anno. Il principio è lo zengosaidnan, l’espressione idiomatica Zen che significa “Non pentirti di ciò che hai fatto in passato, non preoccuparti per il futuro e dedicati con tutte le tue forze a non avere mai rimpianti”. Un concetto che, nel contesto delle pulizie dell’anima, si traduce nella regola del “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”. Procrastinare di continuo le faccende domestiche, accampando mille scuse, porta ad avere pensieri negativi che, scrive Matsumoto “finiscono con l’attecchire come semi nel nostro cuore, crescere e diffondersi a macchia d’olio e sono poi difficili da spazzare via”. Non rimandare più è dunque il primo passo per trascorrere con serenità ogni giorno della nostra vita. Seconda regola, avere una tenuta da lavoro comoda per svolgere le mansioni, un samue l’abito indossato dai monaci a tale scopo. A questo punto siamo pronti per afferrare scopa e paletta, secchio, stracci, piumini per spolverare e tutti gli attrezzi del mestiere a seconda dei luoghi in cui dobbiamo lavorare. Il manuale illustra, con parole e disegni, come occuparsi di ogni ambiente e i trucchi del mestiere in perfetto Zen style. Le pulizie di bagno e cucina sono basilari nelle pratiche religiose buddiste perché sono luoghi in cui scorre l’acqua, principio vitale. Si narra che Ususama abbia raggiunto il Nirvana proprio mentre si trovava in bagno, spazio di distensione e riflessione e che, per tale motivo, è da considerarsi un luogo sacro. Nello sbrigare le faccende domestiche sono anche importanti l’atteggiamento e la consapevolezza di ogni piccolo gesto che andiamo a compiere. Gli oggetti che puliamo vanno trattati con cura e ringraziati per il ruolo che svolgono nelle nostre vite. Con queste basi e possibilmente con un’espressione gioiosa sul volto non ci resta che cominciare. Le nostre case e le nostre anime ci saranno grate.
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