CALCIO
Pro Patria, perché pochi tifosi? Riflessioni e strategie
Convegno con Vender, Binda e Zema. «Qui si vive la vera passione calcistica»
«Per tifare Pro Patria bisogna essere degli eroi. Ma è qui che si vive la vera passione calcistica».
Le parole di Nicola Binda, prestigiosa firma della Gazzetta dello Sport, sono il miglior complimento possibile ai supporters biancoblù. Che non saranno numerosi ma quanto ad attaccamento ai colori non sono secondi a nessuno.
Se ne è parlato ieri sera in un affollato incontro organizzato dall’associazione Pro Patria Museum in Comunità Giovanile. Una serata dal titolo suggestivo - “Voci dal silenzio” - ideata per interrogarsi sulle ragioni della progressiva emorragia di tifosi dallo stadio. Fenomeno che certo non riguarda solo i tigrotti, ma che a Busto si è acutizzato negli ultimi anni. Moderato dal giornalista e scrittore Marco Linari, il dibattito ha visto protagonisti, oltre a Binda, l’ex patron della Pro Patria Roberto Vender, l’esperto di economia (ex responsabile marketing della Pro Patria) Giovanni Cortinovis e il blogger del sito del Pro Patria Club, Flavio Vergani.
IN PIEDI SUI GRADONI
«Quando le cose vanno male, non bisogna cercare le colpe ma le soluzioni» così ha introdotto la discussione Simone Colombo, presidente del Pro Patria Club. Risposte non facili da trovare in un contesto in cui il calcio di Serie C (escluse poche grandi piazze) affascina sempre meno giovani. Eppure anche, se non soprattutto, negli stadi della terza serie, fa notare Nicola Binda «si vive ancora la passione vera. Quello della Serie A è un mondo di plastica. Certo, è facile tifare Milan, Inter o Juve. Per tifare Pro Patria, Spal o Triestina bisogna essere degli eroi. Ma per me - insiste la firma della “rosea”, specializzato nel calcio di Serie C - il calcio si vive in piedi sui gradoni a tifare la propria squadra».
E SE TORNASSE?
Roberto Vende ha ricordato le innovazioni introdotte dalla sua gestione (e quella della sua famiglia) quando era alla guida della società biancoblù: «Il nostro obiettivo era far parlare della Pro Patria 7 giorni su 7. Ci siamo riusciti lavorando molto sulla comunicazione e il marketing». L’ex patron ha lasciato poi la porta aperta ad un suo possibile ritorno nel calcio professionistico, suscitando l’applauso dei tifosi. Giovanni Cortinovis ha ricordato che «non è detto serva avere un pubblico numeroso per sviluppare un modello vincente, pensate all’AlbinoLeffe, che con 600 spettatori ha realizzato uno stadio di proprietà», mentre Flavio Vergani ha approfondito alcuni aspetti tecnici legati al marketing.
MA SENZA RISULTATI...
Alla serata è intervenuta l’avvocato Rosanna Zema, rappresentante del 49% della società: «Al di là dei massimi sistemi - ha sottolineato - per riportare i tifosi allo stadio servono soprattutto i risultati. Quando arriveranno si riaccenderà la fiammella della passione, auspica Zema. Con lei anche il responsabile delle relazioni istituzionali Alberto Armiraglio, che ha rilanciato la suggestione della vendita dello stadio “Speroni” agli investitori privati. Il team manager Beppe Gonnella ha annunciato che domani a Brescia i tigrotti giocheranno con la storica maglia biancoblù.
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