MUSEO DEI FOSSILI
Quando sguazzava il Besanosauro

All’ingresso si è accolti da un Besanosauro appeso in aria e che sembra stia “nuotando nell’aria”, come avveniva milioni di anni fa nell’Oceano delle attuali Prealpi varesine. Mentre poco sotto, il benvenuto lo dà un Ticinosuchus Ferox, mentre digrigna i denti.
Il Jurassic Park varesino è a Besano, sede del Museo Civico dei Fossili del Monte San Giorgio. Un territorio che, nella Preistoria, è diventato prima il “cimitero” di pesci, rettili e anfibi e, poi, ai giorni nostri, si è trasformato in un luogo dove si conservano, fra le sue rocce, i fossili, ovvero il ricordo degli esseri viventi che vivevano proprio qui. Quando le rocce erano scogli e l’acqua dei laghi, in realtà, era salata.
Oggi alcune testimonianze di quando le Alpi assomigliavano ai Caraibi è conservata nel sito museale di via Prestini 5, che ha riaperto pochi giorni fa. Non solo: in questi mesi è stato rinnovato con un nuovo allestimento e percorso museale. Nuove vetrine, nuovi pannelli, un tavolo touch screen, e soprattutto un ripensamento sulla fruibilità, «con un ridimensionamento del numero dei reperti esposti e una loro migliore e più sicura collocazione – dice il conservatore scientifico Fabio Bona -. Meno oggetti esposti, proporzionati alle dimensioni delle sale, significa anche esposizione più efficace e di conseguenza una migliore comprensione da parte dei visitatori».
Il riallestimento favorisce anche la distinzione tra fossili originali, ora tutti protetti da vetrine, e calchi o riproduzioni, in alcuni casi anche tattili, così da poter scoprire come, dopo millenni nella roccia, le chiocciole, gli scheletri o le lische si siano fusi con la roccia e, allo stesso tempo, siano riusciti a mantenersi vivi e a dare ancora oggi emozioni, in una sorta di “sarcofago” naturale.
A spiccare, poi, sono alcune nuove riproduzioni in resina, che arricchiscono il percorso, con modellini realizzati in coerenza con i più recenti dati della ricerca paleontologica: tartarughe, pesci, rettili, dinosauri dalle forme allungate e strane, in scala 1:1 oppure in miniatura. Il tutto lungo un percorso colorato di azzurro e blu, come se il visitatore si immergesse nell’antica “laguna”, dove svettava la piramide del Monte San Giorgio, il cui versante italiano è patrimonio dell’umanità dell’Unesco da dieci anni, quando si aggiunse al lato svizzero.
Insomma, a due passi da Varese si trova una finestra su un passato lontano quando, nelle calde acque di un mare tropicale, vivevano le creature che oggi possiamo ammirare perfettamente conservate nelle sale: splendide ammoniti, pesci e rettili dall’aspetto bizzarro. Tra essi spicca chiaramente l’enorme Besanosaurus, un ittiosauro (una specie di delfino) lungo quasi 6 metri, che conserva nell’addome ben quattro embrioni. E poi il Saltriosauro, i cui resti sono gli unici fossili in Italia di un grande dinosauro carnivoro. Per informazioni: 333 784 9836 - museo@comune.besano.va.it - www.montesangiorgio.org..
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