NOSTALGIA
Retrogaming: è tornata la golden age dei videogiochi
Si recuperano pc, console e videogame degli anni Ottanta: distrutto lo stereotipo dell’alta definizione “a tutti i costi”

Nostalgia canaglia anche nel mondo più tecnologico che ci sia. Il campo dei videogiochi conosce da tempo il fenomeno del retrogaming, una tendenza collezionistica ma anche commerciale che in qualche modo distrugge lo stereotipo dell’alta definizione a tutti i costi. Immagini pixellate, joystick poco maneggevoli e i ricordi di un divertimento passato: questi sono i tratti dell’esperienza che appassiona i patiti dei videogame vintage.
I ragazzini degli anni Novanta non hanno probabilmente dimenticato le fazioni opposte tra giocatori di Nintendo e Sega, con Super Mario e Sonic a fare da personaggi simbolo delle generazionali saghe lanciate dalle due visionarie concorrenti giapponesi. In 35 anni l’interfaccia gaming si è evoluta verso vette impensabili, ma ancora adesso c’è chi ricerca quel confronto primordiale con sfide e missioni virtuali. Tanto che c’è chi è disposto a spendere fino a 600 euro per il raro picchia-duro Mortal Kombat 1 distribuito nel 1992 o addirittura 700 per la mitologica Sega Mega Drive del 1988.
A questo mercato, che comprende anche prodotti più abbordabili come la Atari 2600 e il Nintendo 64 sui 150/200 euro, si aggiunge poi quello parallelo online, che permette di giocare gratuitamente sul web. Ma il retrogaming non è tale senza retro-console, aspirazione feticistica a cui i veri fan non possono sottrarsi.
Le aziende lo sanno e stanno venendo incontro a queste domande, a partire dalla stessa Sega che dal 2019 include nel proprio catalogo ancora qualche sparuto esemplare della Mega Drive Mini, versione rimpicciolita contenente 40 giochi tra cui Sonic the Hedgehog, Ecco the Dolphin, Castle of Illusion con Mickey Mouse e Virtua Fighter.
La Nintendo ha risposto con la propria Classic Mini, dotata di 21 giochi come Super Mario World, The Legend of Zelda e Final Fantasy III e l’inedito Star Fox 2 oltre che di due controller identici a quelli messi a disposizione degli anni Novanta.
Per il suo 50esimo compleanno la Atari ha presentato una Flashback con finiture in oro e un centinaio di game pre-installati, mentre la Evercade VS Retro della Blaze Entertainment comprende due cartucce Technos Arcade con otto giochi ciascuna. Reso disponibile dal 2018, il C64 Maxi è una fedele riproduzione dell’originale Commodore 64 e ha i suoi elementi di richiamo nella tastiera funzionante, nel joystick con micro-switch e nei sessanta giochi già installati.
A500 Mini è invece la miniaturizzazione di un’altra protagonista degli anni Novanta, la Amiga500. Tra i suoi 25 videogiochi di base c’è anche Simon the Sorcerer. E poi, come poteva mancare all’appello la Sony PlayStation Classic Console, una rievocazione per filo e per segno della primissima PlayStation, in questo caso ridotta del 45% del proprio volume e impreziosita dalle installazioni di venti titoli storici – per citarne alcuni, Final Fantasy VII, Tekken 3 e Grand Theft Auto.
Praticamente tutte queste consolle sono munite di una presa USB che consente inoltre di collegarle ad altri dispositivi o caricare sulle loro schede nuovi (ma vecchi) videogame.
Chi preferisce i cabinati da bar o sale giochi non rimarrà certo a bocca asciutta. Pur nelle sue proporzioni ridotte, il NEO GEO Mini ricrea proprio questo contesto. King of Fighters e Metal Fury compaiono in un elenco di 40 scelte da giocare su uno schermo da 3,5 pollici, oppure su quello del proprio televisore o computer grazie a un’uscita HDMI.
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