REVENGE DRESSING
Quando il vestito parla per voi

L’arte del revenge dressing: 26 anni fa, fu Lady Diana Spencer a dare la prima lezione presentandosi alla Serpentine Gallery con un tubino nero sfrontata e seducente ad aprire la stagione.
Era il 29 giugno 1994 quando il principe Carlo per la prima volta ammise la sua relazione con Camilla Parker Bowles alla tv pubblica. Il vestito è passato alla storia come il Revenge dressdiventando una icona: è il tubino di seta nera dalla spalla curva realizzato dalla designer greca Christina Stambolian. Il miniabito, con scollatura a cuore e orlo asimmetrico, era lontano dallo stile riservato della principessa e la sua stylist Kerry Taylor raccontò che Lady Diana disse: «Voglio brillare come un milione di dollari».
Arte imparata anche da Kate Middleton (moglie del principe William) e da Meghan Markle (moglie del principe Harry). È quest’ultima la vera “delfina” di Lady D che ha portato a cambiamenti epocali in casa Windsor con il Sussexit (l’uscita dei Sussex dalla famiglia reale). Tra gli ultimi look da royal di Meghan Markle, la duchessa ha sfoggiato capi low cost e vestiti griffatissimi e costosi. Non ne ha sbagliata una: a partire dal tubino azzurro firmato dall’ex Spice Girl Victoria Beckham fino agli ultimi eventi con il camel dress di Preen dal taglio asimmetrico.
Ha indossato anche una camicia bianca di Top Shop (catena di negozi britannica) con gonna a vita alta, come Rachel Zane protagonista della serie Suits, il suo alter-ego più amato.
Il revenge dressing è usato anche dalle star: fra le ultime Irina Shayk dopo la rottura con Bradley Cooper. Gli abiti parlano: non solo di vendetta. A essere maestra, prima di tutte, è lei The Queen, la regina Elisabetta che indossa i colori accesi utili a farsi scorgere dalla folla e come strumento per inviare messaggi al proprio staff. Prima tra tutte la borsa, legata a un preciso vocabolario gestuale: «portatemi via in cinque minuti» oppure «questa conversazione deve finire subito». Ma anche i cappelli: come un modello blu con fiorellini gialli che fu scambiato per un messaggio europeista mentre l’Inghilterra votava la Brexit.
© Riproduzione Riservata