IL CASO
Sacro Cuore: la protesta degli ex dipendenti
Striscioni sulla cancellata dell’ex istituto di Bogno e a Besozzo. «Aspettiamo ancora stipendi e Tfr»
«Ci avete promesso rispetto. Ce lo avete negato». Si alza la voce di coloro che sono stati docenti e lavoratori della Fondazione Sacro Cuore di Bogno, chiusa nell’estate scorsa, e che ancora aspettano gli stipendi non pagati. Sono apparsi striscioni sulla cancellata dell’ex istituto e in altre parti di Besozzo: “7 agosto 2025: “i dipendenti saranno onorati” quando noi aspettiamo ancora stipendi e TFR”. Marzo 2026”. Nella data citata la presidente della Fondazione Barbara Bini in una intervista, dopo aver illustrato le ragioni della chiusura della Casa Sacro di Bogno, aveva assicurato che i dipendenti sarebbero stati onorati con parole di elogio nei loro riguardi: «Ho trovato un corpo docente ottimo, lodevole, che è stato prezioso per il lavoro e la disponibilità dimostrata». «Grazie per le parole - rispondono le docenti -. Ma la gratitudine non paga l’affitto». Ed elencano le mancanze: le ultime buste paga di agosto e settembre errate e non saldate, il Tfr non versato integralmente, la certificazione unica errata. «La nostre richieste di chiarimento sono rimaste senza risposta - continuano -. Per ottenere ciò che ci spettava di diritto, abbiamo dovuto rivolgerci ad avvocati e sindacati, sostenendo così costi di tasca nostra: noi, già privi di stipendio».
«Questi striscioni non sono contro la scuola - concludono -. Sono per la scuola, per tutto quello che la scuola ha rappresentato e per il rispetto che chi ha lavorato merita ancora oggi a chiusura avvenuta».
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