SALUTE
Depressione, raddoppiati i casi col Covid

Sono oltre 600 mila le persone che in Lombardia soffrono di depressione e di queste una su quattro nella forma più invalidante, con un rapporto donna/uomo di 2 a 1. Durante la pandemia da Covid-19 i pazienti con sintomi depressivi sono più che raddoppiati ed è in seguito a questa drammatica situazione che la Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) ha promosso e avviato il Progetto Stargate, un confronto diretto tra medici e Istituzioni a livello regionale. Nel documento si leggono considerazioni e proposte per la presa in carico nella regione Lombardia dei molti pazienti depressi, con percorsi di cura personalizzati.
Quella che comunemente chiamiamo depressione presenta aspetti di severità che differiscono fra loro per caratteristiche sintomatologiche, durata e ricorrenza, risposte ai trattamenti. «Pertanto - fa presente Francesca Merzagora, Presidente della Fondazione Onda - dopo aver preso in esame le raccomandazioni nazionali per la presa in carico dei pazienti con depressione, le abbiamo declinate a livello territoriale in Lombardia, approfondendo dopo un confronto tra istituzioni e operatori sanitari, tutte le problematiche, suggerendo strategie per favorire il riconoscimento, la diagnosi e una corretta assistenza ai pazienti con questa malattia».
La Fondazione Onda ha in particolare promosso il progetto Stargate. Le raccomandazioni nazionali sono state raccolte e declinate nel documento «Considerazioni e proposte per la presa in carico nella Regione Lombardia del paziente con depressione», redatto dopo un confronto tra Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale.
Nel documento si fa presente come in passato siano state attivate sul territorio lombardo, con scarsi risultati, numerose iniziative per individuare i pazienti con depressione, soprattutto quelli ad alto rischio, iniziative volte a migliorare la collaborazione dei medici di famiglia, che gestiscono la maggioranza dei casi di depressione lieve e moderata, con gli specialisti, ma il percorso terapeutico di questi pazienti ha presentato sempre delle criticità.
La stessa risposta alla depressione più grave, iniziata a livello regionale nel 2010, va ora aggiornata, facendo conoscere ai medici di base la disponibilità di farmaci più innovativi, così come si rende necessaria la ripresa del Piano regionale della salute, i cui lavori sono stati interrotti dalla pandemia.
Il paziente depresso, da solo o accompagnato da un caregiver (familiare o estraneo), nel suo percorso terapeutico deve incontrare numerose figure: per primo il medico di medicina generale, spesso lo psicologo o lo psichiatra, ma soprattutto il medico specialista, fondamentale per l’individuazione e l'accettazione di una terapia personalizzata. I tempi limitati delle visite nel servizio pubblico non aiutano.
Da qui l’esigenza di mettere in programma per il futuro luoghi di cura e di assistenza che prendano in carico la persona nel suo complesso, migliorando la qualità di vita del paziente e dei suoi caregiver.
«I disturbi psichici, in particolare l’ansia e la depressione, hanno sempre rappresentato un problema per la salute pubblica - aggiunge Ernesto Fumagalli, della Società italiana di medicina generale in Lombardia - ma la situazione si è aggravata di molto con la pandemia, coinvolgendo anche le fasce giovani della popolazione. Da qui l'importanza di condividere e diffondere un documento che possa migliorare il riconoscimento tempestivo della malattia, una maggiore accuratezza nella diagnosi, la presa in carico e la conduzione del percorso terapeutico di tutti i pazienti con disagio psichico».
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