SALUTE
Glicemia con il telefonino

Nuove tecnologie, facili da gestire e anche economiche, sono i presupposti indispensabili per il controllo dei livelli glicemici nei pazienti diabetici insulino-dipendenti, tenendo sempre in massimo conto il fattore sicurezza.
Di tutto questo si è discusso a un Web Dialogue Meeting promosso da Italian Health Policy Brief, rivista di politica sanitaria edita da Altis, che da tempo concentra la propria attenzione sulla gestione più conveniente di patologie molte diffuse e sull’efficacia di nuove terapie, non trascurando nelle sue indagini la qualità della vita dei pazienti.
«Queste nuove tecnologie avranno un ruolo determinante nei programmi futuri di politica sanitaria - ha fatto presente l’onorevole Rosanna Boldi, della Commissione d’igiene e sanità della Camera dei deputati - se si vuole ridurre il numero delle complicanze nella patologia diabetica».
«Avvicinare sempre più il diabetologo ai propri pazienti sarà un altro elemeto di successo - fa presente il professor Andrea Lenzi, docente di endocrinologia all’Università La Sapienza di Roma - per superare alcuni ostacoli tipici nella gestione di una malattia così complessa come il diabete».
Durante l’incontro sono stati presentati gli ultimi sistemi per misurare i livelli glicemici in continuo (FGM) e a distanza (CGM), semplificando non poco la vita dei pazienti insulino-dipendenti, che devono sottoporsi al controllo più volte nel corso della giornata.
Questi strumenti sono stati oggetto di un approfondito Expert Paper, documento redatto da un gruppo di esperti in diabetologia ed endocrinologia.
«Quei pazienti che sono costretti nella giornata a ripetute misurazioni dei livelli glicemici vivono una condizione di forte disagio, essendo esposti a crisi ipoglicemiche che richiedono spesso urgenti ricoveri ospedalieri - ricorda Lina Delle Monache, consigliera della Federazione associazioni nazionali diabetici (Fand) - pertanto è fondamentale facilitare il loro accesso a quelle nuove tecnologie che semplificano il controllo dei livelli glicemici e assicurano una maggiore aderenza alle terapie, senza interferire con la quotidianità».
«Guardo con estremo interesse alle nuove tecnologie per il controllo della glicemia - ha aggiunto Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Anci - come elemento importante nel nuovo orizzonte della telemedicina, a cui tutti dobbiamo guardare con attenzione se si vuole assicurare un’equità assistenziale in tutto il Paese, tenendo conto che il territorio nazionale è composto da ben seimila piccoli comuni, molti dei quali in aree rurali, dove la risposta sanitaria potrà migliorare solo con queste innovazioni».
Nel corso dei diversi interventi è stata sottolineata la necessità di un più ampio accesso ai sistemi di monitoraggio, per prevenire le numerose complicanze del diabete (crisi ipoglicemiche, frequenti ricoveri ospedalieri, alto rischio di incidenti stradali, ripercussioni sulla sfera psico-emotiva, aggravamento del quadro cardio-vascolare, declino cognitivo), tenendo soprattutto conto della bassa incidenza percentuale (4 %) che questi dispositivi hanno sul totale della spesa sanitaria nella gestione dei pazienti diabetici.
In Italia i diabetici sono più di 3 milioni, senza tener conto dei casi non diagnosticati, con una spesa annua complessiva di 20 miliardi di euro. Di questi, 9 miliardi sono a carico del fondo sanitario nazionale come costi diretti (farmaci, ricoveri ospedalieri, assistenza) e 11 miliardi come costi indiretti per la perdita di produttività.
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