GUAI DI STAGIONE
Allergia: c’è il vaccino

Le allergie primaverili si iniziano a curare nella stagione autunnale e invernale, prima della manifestazione sintomatologica.
Sorpresi?
I trattamenti farmacologici a disposizione dei soggetti allergici, come gli antistaminici ed i cortisonici, sono ampiamente utilizzati durante il periodo primaverile per la loro azione sui sintomi e sulle infiammazioni, mentre l’unico trattamento in grado di agire sull’evoluzione della malattia è l’immunoterapia specifica, chiamata anche vaccino antiallergico.
La primavera è il periodo dell’anno in cui fioriscono maggiormente graminacee, betullacee, olivo, parietaria: piante che all’interno del proprio polline contengono allergeni, ovvero quegli elementi responsabili della classica sintomatologia allergica, che comprende: starnuti, prurito e lacrimazione degli occhi, naso che cola, tosse secca e difficoltà di respirazione. Sintomi che sono elementi identificativi di due particolari forme di patologie respiratorie: la rinocongiuntivite allergica e l’asma di natura allergica. Qual è allora il corretto percorso da seguire per combattere le fastidiose allergie respiratorie con risultati che siano di medio-lungo periodo?
L’unico trattamento considerabile come vera e propria cura, in grado di agire sulla progressione della malattia, è il già citato vaccino antiallergico.
Cos’è esattamente?
Al paziente vengono progressivamente somministrate dosi dell’allergene che causa la reazione allergica. La dose, ripetuta sistematicamente ad intervalli regolari, induce una risposta del sistema immunitario, definita iposensibilizzazione, che permette di ridurre o eliminare i sintomi allergici provocati dal contatto con gli allergeni.
L’immunoterapia specifica implica un approccio completamente diverso rispetto agli antistaminici e cortisonici, andando alla radice del problema: indurre nel sistema immunitario del soggetto ricevente un fenomeno di tolleranza verso l’allergene e di conseguenza ostacolare all’origine l’innesco della reazione allergica.
La durata della terapia va dai 3 ai 5 anni.
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