SCUOLA E COVID
Come ripartire in tutta sicurezza

Orari di ingresso e di uscita scaglionati per le diverse classi, frequenti misurazioni della temperatura corporea con il termoscanner, particolare attenzione all’igiene delle mani nei bagni, no allo scambio di materiale scolastico, una buona aerazione degli ambienti, più attività all’aperto negli asili-nido e nelle materne, obbligo di mascherina per gli alunni più grandi e per il personale scolastico quando non è possibile rispettare il distanziamento di almeno un metro: sono queste le principali raccomandazioni di un documento presentato da Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri, ai ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione pubblica Lucia Azzolina.
«La scuola - fa presente il dottor Biasci - non solo deve garantire la didattica, ma deve anche assicurare agli alunni di ogni ordine e grado, agli insegnanti e a tutto il personale scolastico di operare nella massima sicurezza, evitando il rischio di svuotamento di una o più classi per un solo caso positivo di Covid-19».
Inoltre, tutti gli alunni dovranno essere in regola con il calendario vaccinale. Quest’anno si raccomanderà anche la anti-influenzale. Un argomento, quello delle vaccinazioni, difficile da far capire a tutti i genitori.
I tempi per preparare questo programma stringono, poiché la riapertura di tutte le scuole è stata anticipata ai primi giorni di settembre. Sono determinanti per il distanziamento l’ampiezza dei locali rispetto al numero degli alunni e una adeguata sanificazione degli ambienti con procedure codificate, da verificare più volte durante la giornata. E’ inoltre necessario predisporre al più presto dei corsi formativi per il personale, anche sul corretto uso e smaltimento di guanti e mascherine.
«In questo quadro - prosegue Biasci - dobbiamo pensare alla sorveglianza non solo degli alunni, degli insegnanti e del personale scolastico, ma anche delle famiglie nel caso si rilevi un caso sospetto di Covid-19, attivando tutte le procedure di verifica con comunicazione tempestiva ai medici curanti (pediatra e medico di medicina generale) per gli accertamenti del caso».
Nel frattempo si deve procedere all’immediato allontanamento dell’alunno e alla messa in quarantena di tutti i contatti avvenuti a scuola, in attesa dell’esito dei tamponi. I pediatri fanno anche osservare quanto sia importante che la comunicazione pervenga al medico entro 24/48 ore dalla richiesta.
«Sarà necessario fare chiarezza - conclude il dottor Biasci - sulla necessità di un certificato per il rientro in ambiente scolastico dopo un’assenza per malattia, qualunque essa sia, certificazione che se richiesta ai pediatri dovrà tener conto, nello stesso modo su tutto il territorio nazionale, delle implicazioni medico-legali che una dichiarazione di assenza di contagiosità comporta».
Sino al termine dell’emergenza sanitaria, ogni alunno che resta assente per caso sospetto di Covid-19 non potrà rientrare nella comunità scolastica se non dopo essere stato sottoposto a un tampone naso-faringeo con esito negativo.
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