SPECIALE SALUTE
Smart working, occhio alla postura

L’emergenza pandemica ha costretto milioni di persone a lavorare da casa attuando la pratica dello smart working. Uno scenario strettamente correlato alle numerose problematiche posturali dovute a un periodo prolungato d’inattività: basti pensare che secondo una ricerca della World Health Organization il 72% dei lavoratori intervistati ha ammesso di soffrire di lombalgia, acutizzatasi nella fase di quarantena.
E ancora, l’utilizzo scorretto di smartphone e PC provoca a lungo andare quello che i britannici chiamano “tech neck”, ovvero il collo segnato dalla postura tipica di chi china il capo e che colpisce soprattutto i millennial.
Ma quali sono i consigli degli esperti per prevenire e curare le patologie legate allo smart working? La prevenzione inizia a tavola con un regime alimentare sano ed equilibrato per combattere la sedentarietà e continua prestando attenzione all’utilizzo di sedie ergonomiche adeguate al tratto lombare, facendo inoltre delle brevi pause almeno ogni 30 minuti di lavoro.
Fondamentale è anche compiere esercizi di allungamento per la mobilità muscolare e seguire una routine rilassata. Per curare la lombalgia, infine, un valido aiuto arriva dalla laserterapia.«L’emergenza sanitaria ha drasticamente cambiato lo stile di vita di milioni di italiani soprattutto in relazione allo smart working, che ha causato un aumento della sedentarietà e delle problematiche posturali - spiega la dottoressa Angela Amodio, fisioterapista specializzata in neuroriabilitazione - Rimanere seduti per ore e ore in una posizione scorretta provoca un intorpidimento muscolare che può portare a patologie più acute come cervicalgia, crisi vagali, nausee e vertigini. Per questo motivo è consigliabile fare una pausa almeno ogni 30 minuti e muoversi all’interno della propria abitazione».
Ma quali sono le problematiche più diffuse a causa dello smart working prolungato? Al primo posto spicca la lombalgia, che colpisce il 52% dei soggetti, spesso dovuta a posture scorrette su sedie che comprimono in maniera eccessiva le vertebre lombari. A seguire le crisi vagali, che interessano il 24% delle persone, accompagnate da senso di nausea, spossatezza e vertigini, e cervicalgie, che riguardano il 20% dei lavoratori e provocano intorpidimento e formicolio al collo. Ma non è tutto, perché fissare lo schermo di dispositivi elettronici per un periodo di tempo prolungato può causare disturbi astenopici come secchezza oculare, affaticamento, senso di bruciore e visione offuscata.
Dieci consigli di prevenzione
Ecco i 10 consigli degli esperti per prevenire le patologie legate allo smart working:
1. Fare una pausa almeno ogni 30 minuti e muoversi in giro per la casa.
2. Munirsi di una sedia adeguata al tratto lombare.
3. Attenzione allo sguardo fisso rivolto verso il PC: lo schermo andrebbe tenuto alla stessa altezza degli occhi.
4. Effettuare esercizi dinamici di mobilità: compiere il cosiddetto “allenamento da scrivania” .
5. Creare uno spazio di lavoro adeguato: è consigliabile lavorare seduti con le braccia appoggiate sulla scrivania.
6. Non sottovalutare l’importanza di un regime alimentare equilibrato.
7. Creare una routine mattutina rilassata.
8. Idratarsi è fondamentale.
9. Assumere una giusta postura anche a letto.
10. Un valido aiuto arriva dalla laserterapia per recuperare in tempi brevi da lombalgie e altre problematiche posturali.
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