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Attenzione al colorante: E171 al bando

Il biossido di titanio, usato da decenni con la sigla E171 dall’industria alimentare come sbiancante, secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare non si può considerare sicuro e quindi la Commissione europea intende disporne il divieto.
Utilizzato nelle vernici, nei cosmetici e in alcuni medicinali, è impiegato come sbiancante in dolci, gomme da masticare e caramelle, prodotti da forno, brodi e salse per bambini e neonati, creme spalmabili e frutta secca trasformata.
Autorizzato come colorante alimentare dagli anni Sessanta, oggi può contenere fino al 50 per cento di nanoparticelle. Nel 2016 l’Efsa aveva raccomandato di eseguire nuovi studi perché mancavano dati per definire una dose giornaliera accettabile. Nel 2019 sia l’Agenzia per la sicurezza alimentare francese Anses che quella olandese Nvwa avevano confermato l’esistenza di troppe incertezze.
Nel 2020 la Francia lo ha vietato e nel 2021 ha prorogato la misura. «Tenuto conto di tutti gli studi e i dati scientifici disponibili, il biossido di titanio non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare», ha spiegato il presidente del gruppo di esperti Efsa sugli additivi Maged Younes. «Un elemento fondamentale per giungere a tale conclusione è che non abbiamo potuto escludere timori in termini di genotossicità connessi all’ingestione di particelle di biossido di titanio».
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