CONSIGLI DEGLI ESPERTI
Impianti dentali, soluzione a ogni età
Gli interventi giusti in ogni momento

Nonostante il miglioramento della salute generale nelle persone anziane, la perdita di denti è ancora un problema piuttosto diffuso nella fascia di popolazione superiore a 65 anni. La diminuzione del numero di denti nella popolazione più anziana è causa di difficoltà nella masticazione, della scelta di alimenti sempre più morbidi e meno nutrienti e di una generale riduzione della qualità della vita.
Tuttavia, la sostituzione dei denti con una protesi su impianti non è particolarmente diffusa in questa fascia d’età. Le ragioni sono varie: timore dell’intervento per inserirli, costi troppo alti, paura di un fallimento.
Si ritiene che i processi di guarigione nel paziente anziano possano essere rallentati, in realtà questa convinzione non è reale anche se la presenza di malattie croniche o farmaci potrebbero costituire un piccolo rallentamento. Le percentuali di successo degli impianti dentali, infatti, nei pazienti con più di 65 anni dopo 5 e 10 anni sono molto simili a quelle ritrovate nella popolazione general. Anche sopra i 75 anni la sopravvivenza degli impianti resta del tutto simile (96% a 5 anni) alla popolazione più giovane. Più che l’età dunque, sono le condizioni generali che vanno attentamente considerate. Tra queste la presenza del diabete non compensato, deficit immunitari, l’assunzione di alcuni medicinali ma anche condizioni locali come la parodontite o l’impossibilità di mantenere una corretta igiene orale a causa della ridotta manualità. Al contrario dell’età più avanzata, un’età molto giovane rappresenta una controindicazione all’inserimento degli impianti. Se è vero che più raramente i denti vengono persi in gioventù, alcune condizioni possono richiedere la sostituzione di denti nei piccoli pazienti. Nell’infanzia e nell’adolescenza sono più frequenti i traumi dentali e alcuni denti poi possono essere congenitamente mancanti. L’inserimento degli impianti, però, andrebbe posticipato alla fine della crescita scheletrica poiché, se inseriti troppo presto, potrebbero avere una posizione finale non idonea, visto che il paziente continua a crescere e gli impianti non possono essere spostati. Il risultato a distanza di tempo sarà scadente e non armonico rispetto al resto della dentatura, se non addirittura dannoso.
La fine della crescita non è facile da determinare. L’osso delle arcate dentarie continua a crescere anche oltre i 18 anni.
In conclusione, gli impianti dentali non sono una soluzione a qualsiasi età ma sarà l’odontoiatra con una serie di valutazioni cliniche e radiologiche a poter indicare il momento giusto per il loro eventuale inserimento.
L’inserimento andrebbe posticipato
alla fine della crescita scheletrica
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