TINY HOUSE
Piccolo non significa scomodo

Lo small house movement (in italiano si può tradurre in “movimento per le piccole abitazioni”) descrive un movimento sociale e progettuale che propone uno stile di vita più semplice in una piccola casa.
Negli Usa è ormai diffuso, complice il libro uscito all’inizio degli anni 2000 «The Not So Big House» di Sarah Susanka, famoso architetto americano accreditata come iniziatrice della rivolta contro le case troppo grandi. L’autrice precisa: «Not So Big non significa necessariamente piccolo. La dimensione ideale per la tua Not So Big House dipende dalla tua situazione finanziaria, dalle dimensioni della tua famiglia e dalle tue preferenze personali ma come regola generale, una casa non così grande è circa un terzo più piccola del tuo obiettivo originale e ha lo stesso prezzo del tuo budget originale. La magia è che sebbene la casa sia più piccola in termini di metri quadrati, in realtà sembra molto più grande. Non si tratta di vivere in una piccola casa e abituarsi a sentirsi angusti perché lo spazio è in uso e realizzato con criterio».
Si tratta di un approccio alla vita in linea con i dettami della sostenibilità ambientale, verso uno stile di vita che non vuole sprechi e che desidera una maggiore equità sociale. Queste case, chiamate Tiny House, generalmente non sono più grandi di 37 mq, una dimensione di gran lunga inferiore a una casa media unifamiliare statunitense.
Le case prefabbricate in legno moderne possono essere considerate l’equivalente in Italia e hanno sicuramente molti vantaggi tra cui il lato economico, generalmente costano intorno 50mila dollari, anche se spesso questa cifra è di gran lunga inferiore.
Una casa di 28 mq, per esempio, si può trovare in vendita per 9800 dollari, ovvero poco più di 8600 euro. Per molti in realtà rappresenta la possibilità di avere una seconda casa dove si vuole, magari al lago o in montagna.
Non si tratta di abitazioni disagevoli perché non mancano di certo i comfort delle normali abitazioni. Ci sono la cucina, il bagno, la camera da letto e una zona living, il wifi ed elettrodomestici piccoli ma efficaci.
Interessante è notare che con il boom economico del Secondo dopoguerra, le case hanno continuato a crescere in dimensione come status symbol di benessere, oggi invece sembra di andare in controtendenza e la casa diventa mini ma super high tech.
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