SUL CONFINE
Truffe telefoniche. È allarme anche in Canton Ticino
Quattro gravi casi con centinaia di migliaia di franchi sottratti alle vittime. La polizia cantonale: «Ecco come agire»
È allarme per le truffe telefoniche anche oltre frontiera. Lo ha lanciato la Polizia cantonale spiegando «che, in queste ultime settimane, si è registrato un aumento delle cosiddette truffe agli anziani "chiamate shock"». Numerosi, dall’inizio dell’anno, «i tentativi di raggiro in cui i malintenzionati si spacciano per agenti di polizia, medici o nipoti, con l’obiettivo di ingannare le vittime e sottrarre loro denaro o beni di valore». Questo il quadro fornito dalle autorità del Canton Ticino. «Ad oggi si contano quattro truffe consumate, per un danno economico complessivo pari ad alcune centinaia di migliaia di franchi». Un bilancio economico del danno davvero alto.
ECCO COME OPERANO
La Polizia cantonale spiega quindi il modus operandi dei truffatori. «La vittima viene solitamente contattata telefonicamente da un individuo che si presenta come un funzionario di polizia, segnalando che un parente è stato coinvolto in un grave incidente e che è necessario versare una cauzione per evitarne l’arresto. In alternativa, il truffatore può spacciarsi per un medico, informando che un parente è ricoverato e necessita di cure urgenti, sperimentali o comunque non coperte dall’assicurazione, molto costose». Versioni insomma che ricalcano quelle putroppo utlizzate anche qui, in Lombardia, in provincia di Varese. «Facendo leva - aggiunge la polizia cantonale - sullo scarso tempo a disposizione, gli autori mettono pressione alla vittima, spingendola a consegnare immediatamente il denaro disponibile o gli averi custoditi in casa. Come ultima variante, i truffatori si presentano come un nipote e dopo aver stabilito un legame con la vittima, palesano un bisogno di denaro per concludere un affare immobiliare o di altro genere che altrimenti sfumerebbe».
«I truffatori sono estremamente abili nell’inventare situazioni plausibili e, una volta stabilito il contatto con la vittima, non le permettono di interrompere la conversazione, mantenendo in linea sia la telefonata su rete fissa sia quella sul cellulare, se necessario. A questo punto, guidano la vittima a prelevare il denaro presso istituti bancari o uffici postali e a raccogliere oggetti di valore presenti in casa (oro, gioielli), organizzando infine un appuntamento per recuperare la merce».
COME PROTEGGERSI
Ecco dunque i consigli, dalla polizia cantonale, per proteggersi. «Siate sempre diffidenti quando ricevete chiamate con richieste di denaro. Non citate mai il nome dei vostri parenti al telefono. In casi d’emergenza, specificate che dovete dapprima consultarvi con qualcun altro e interrompete subito la conversazione telefonica. Poi contattate un parente fidato e verificate le informazioni». E ancora: «Non consegnate mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti. Non date a nessuno informazioni sui vostri averi, né quelli che tenete in casa né quelli che avete in banca. Se una chiamata vi sembra sospetta, informate subito la polizia, telefonando al numero di emergenza 117. Informate i vostri parenti e conoscenti dell'esistenza di questo tipo di truffa e sensibilizzateli sui rischi». E infine: «Bloccate i numeri "anonimi" sul telefono. Vi è la possibilità di rimuovere il proprio numero di telefono dagli elenchi online».
Le truffe telefoniche dunque sono una minaccia che non conosce frontiere.
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