CAMPIONATI EUROPEI
Un fiorista da concorso

Il bouquet da sposa è una cascata leggerissima di orchidee e altri fiorellini insieme a piumette che sembrano librarsi in volo. Si allunga per quasi settanta centimetri, partendo da un anello a un dito. Con quello, e con «Danzando sotto la pioggia», una ballerina in ferro che riprendeva una scultura di Giacomo Balla, ricoperta di verde e con intorno nuvole composte da circa quattrocento fiori, tra cui il pisello odoroso e la scabiosa, solo per citarne un paio, che danzavano esse stesse, Nicola Puricelli, fiorista di Mornago, ha vinto nei giorni scorsi la Coppa Italia Federfiori Confcommercio, massima competizione nazionale per il settore, organizzata ogni quattro anni e giunta alla sua dodicesima edizione.
E ora rappresenterà l’Italia ai campionati europei. Ma prima c’è Euroflora, al via a Genova in questi giorni. Dove sarà un po’ “dietro le quinte”. Ma c’è anche lui, tra i fioristi che lavorano per il distretto florovivaistico della Liguria e che realizzano le composizioni nel museo del parco di Nervi.
«Dopo la scuola florovivaistica del Cfp di Varese – racconta il suo percorso in quella che è una vera e propria arte, l’arte floreale, Nicola Puricelli – ho lavorato per una dozzina di anni in un vivaio e poi, venticinque anni fa, ho intrapreso la strada per conto mio aprendo a Mornago e appassionandomi sempre più ai fiori, facendo corsi e venendo chiamato per lavori importanti. Poi ho avuto la fortuna di entrare a lavorare per il mercato di Sanremo, nel gruppo dei dimostratori che andava in tutto il mondo a fare, appunto, dimostrazioni per il fiore italiano». Eventi molto diffusi fino a qualche anno fa e che mettevano in evidenza nel mondo la produzione di fiori soprattutto ligure.
Alla Coppa Italia che ha vinto ad Alessandria, Nicola Puricelli era accompagnato da un assistente, Claudio Montecampi, di Seregno. «Sono ruoli che ci scambiamo -condivide la vittoria il fiorista di Mornago -, nel 2019 in Austria ero io il suo, di assistente. Le idee, il lavoro, lo si fa in due».
Tra le creazioni di Puricelli, anche un vestito interamente di foglie.
«A volte – spiega – si creano vere e proprie sculture che richiedono ore e ore di lavoro, elaborati che si studiano per settimane e a molte delle quali sono così affezionato che non me ne separerò mai. La cosa magica è l’emozione che provi quando riesci a esprimere certe sensazioni con i fiori, e soprattutto a trasmetterle agli altri. Il fiore è uguale per tutti, ma la differenza è come si riesce a farlo esprimere alla massima bellezza: è questo che emerge quando si riesce a creare qualcosa di veramente unico che trasmette e fa capire alle persone la sensazione che voglio far arrivare. Io ci metto il massimo dell’amore».
Un impegno, quello del floral designer e che si lega all’arte floreale, che è un approfondimento continuo dal punto di vista stilistico, culturale, artistico, del materiale e delle tecniche di lavorazione.
Con una particolare attenzione alla teoria dei colori e alle regole della proporzione.
Come disciplina autonoma, l’arte floreale è nata all’inizio del Novecento partendo dall’importanza che i fiori hanno da sempre nella vita dell’uomo: dono di ringraziamento alle divinità, addobbi alle feste, o essi stessi messaggeri grazie al significato che ogni specie assume nel suo linguaggio. Tramandata anche attraverso il patrimonio iconografico (le nature morte sono solo un aspetto, esistono anche esempi di mosaici antichi), l’arte di creare vere e proprie opere con i fiori è anche ricca di simbologia.
Negli Anni Venti del ‘900, però, l’inglese Constance Spry, appassionata di arte floreale, ne ha permesso la divulgazione in tutta Europa con creazioni di fiori freschi. In Italia la sua conoscenza si è diffusa più che altro dagli Anni Sessanta, con la bolognese Camilla Malvasia e la scuola italiana arte floreale.
Si può tranquillamente affermare che una volta c’era il classico “fiorista” che oltre alla vendita si dilettava nel creare composizioni (più o meno riuscite), mentre ora dietro al bancone c’è sempre più spesso un artista.
Esistono diversi stili per realizzare composizioni floreali, diverse caratteristiche che, attraverso l’utilizzo di fiori, foglie ed elementi vegetali e materiali che vanno da oggetti a contenitori, danno vita alla realizzazione. Esattamente come nella storia dell’arte che tocca la pittura, l’architettura, la scultura.
Gli stili sono formale, decorativo, vegetativo e lineare. Ma non sono stili “rigidi”: si trovano spesso “mischiati”, seppur con regole da seguire per dare un senso di armonia e bellezza.
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