LE PROVINCE
Varese-Como: loro più belli, noi simpatici
”L’erba del vicino a volte è più verde”: il confronto delle due città

Como, tardo pomeriggio. In centro sembra già la settimana prenatalizia. Non per gli addobbi (in allestimento). Non per la pista del ghiaccio (in allestimento). Non per le vetrine (in allestimento).
Per la folla. Ordinata. Stupiscono le comitive con la guida in testa che regge la bandierina e declama qualcosa. Stranieri a novembre. I locali, tutti, hanno i i tavolini fuori e i “funghi” di riscaldamento: pieni.
Fa brutto dirlo, ma c’è gente bella, nel senso di famiglie e gruppi di giovani che non sbraitano e non portano a spasso radio portatili a tutta palla. E quelli chi sono? Agenti della polizia locale in servizio a piedi in centro. Sì, l’erba del vicino a volte è più verde.
Da varesini siamo abituati a misurarci con la rivale Como. È normale. Un tempo - ricordate i cartelli e le magliette “mai con Como”? - era stata ventilata l’ipotesi della fusione in un’unica provincia, un po’ come adesso si valuta per l’accoppiata Busto Arsizio e Gallarate.
Como in centro ci batte. Per varie ragioni: il cuore della città che si specchia nel lago, una funivia “vera” lì a portata di mano, il turismo crescente grazie anche a influencer come George Clooney. Ma non è il caso di salire sul cornicione, non buttiamoci giù. Varese ha grandi potenzialità anche nel suo centro storico, ora adombrato da chiusure di negozi e continui cambi di gestione. Ordine e pulizia, al di là delle ataviche polemiche, non mancano. Abbiamo i Giardini Estensi, una “fuoriserie”.
E poi siamo dotati di ironia, più dei comaschi: «A Natale oltre un milione e mezzo di visitatori»
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