IL LUTTO
Giovedì i funerali di Raffaele Nurra
L’architetto è scomparso a 62 anni. Recentemente aveva parlato alla Prealpina della sua idea per la città del futuro

Varese piange la scomparsa di Raffaele Nurra, architetto di talento e uomo profondamente amato dalla comunità deceduto ieri pomeriggio – lunedì 10 marzo – dopo un breve malore. Sarebbe stato il suo 63° compleanno il prossimo 23 aprile, ma un destino inaccettabile lo ha portato via ieri pomeriggio, lasciando un vuoto incolmabile. Nonostante avesse affrontato gravi problemi cardiaci in passato, la notizia ha colto tutti di sorpresa: Nurra non aveva mai perso il suo entusiasmo contagioso per la vita, l’energia con cui affrontava ogni giorno. Il cordoglio in città è immenso. Una folla interminabile si sta recando alla camera ardente allestita nella sua abitazione in piazza Marsala 2, proprio davanti alla Basilica di San Vittore, per dargli l’ultimo saluto. Nel pomeriggio la salma sarà portata alla casa Funeraria Campo dei Fiori di Sant’Ambrogio. I funerali – preceduti dal rosario alle 15 – si terranno giovedì 13 alle 15.30 proprio in San Vittore. Con ogni probabilità, seguirà una cerimonia privata a Marchirolo, il paese natale dell’architetto, dove vive ancora la mamma 96enne, impossibilitata a spostarsi. Nurra lascia un segno profondo non solo a Varese, ma anche a Porto Ceresio, dove ha lavorato a lungo. Il suo ricordo è unanime: un uomo che ha saputo unire competenza, creatività e una generosità d’animo rara. In queste ore la città intera si stringe nel dolore, consapevole di aver perso una figura speciale, capace di trasformare ogni angolo di vita in bellezza.
LA SUA VISIONE PER VARESE
In una delle sue ultime interviste – rilasciata alla Prealpina un mese fa – aveva parlato della Varese che cambia con il nuovo Piano di governo del territorio. Una città «con radici salde e ali per volare», aveva detto. «La città non è solo un insieme di mattoni e strade – aveva specificato Nurra, referente per l’Ordine della nuova proposta di legge regionale a tutela della professione e contro l’elusione fiscale –, ma è un organismo vivo, fatto di spazi, persone ed esigenze. Il Pgt serve proprio a dare una direzione a questo sviluppo: Varese deve essere più densa, più compatta, non può più espandersi senza criterio, ma rigenerare quello che ha. Il cuore della nuova visione deve essere “qualità”». Nurra sosteneva che la crescita di Varese non può più essere incontrollata, ma deve seguire logiche di densificazione e di ottimizzazione degli spazi, evitando di ripetere gli errori del passato. «Abbiamo riempito il territorio di costruzioni, spesso senza una vera progettazione a lungo termine. Ora serve una città che sappia ricucire, riusare, riqualificare. Non ha più senso costruire nuove periferie quando ci sono aree già edificate che possono essere rigenerate. Troppe volte la città si è sfilacciata in una crescita disordinata, creando periferie scollegate e prive di servizi».
Leggi i messaggi di cordoglio.
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