L’INCONTRO
Varese: più poveri e mancano case
Un aiuto dal Fondo Schuster. «Anche chi ha un lavoro è in difficoltà e si rivolge alla Caritas»

Nel rapporto dedicato alla povertà, dall’analisi dei dati raccolti nei centri di ascolto diffusi sul territorio diocesano, emerge che i problemi di lavoro sono diminuiti in Lombardia. Ma in molti casi si tratta di un lavoro povero, che non consente di avere una casa e una sistemazione definitiva. Tanto più in momenti in cui gli affitti lievitano, diventando inaccessibili. Questo è emerso stasera, martedì 4 marzo, in sala Montanari, a Varese, durante l’incontro “Casa: Diritto o Privilegio? Fondo Schuster – Case per la gente”. Quali possibilità per mettere a disposizione abitazioni avendo garanzie?», col giornalista Enrico Castelli.
«La povertà registra un aumento costante – afferma Luciano Gualzetti, direttore di Caritas - siamo passati da una prevalenza di poveri anziani registrata nei primi anni del 2000, a una povertà anche di giovani, dal 2015 in poi. Con la pandemia è emersa in maniera evidente e prepotente una questione per noi inedita. Abbiamo sempre pensato che chi avesse il lavoro non avesse bisogno della Caritas. In realtà, i dati raccolti mostrano un’impennata di persone che, pur non essendo disoccupate, hanno bisogno della Caritas. Cosa che fa emergere un altro tema: chi si rivolge alla Caritas non ha un solo fattore di impoverimento. Ormai la povertà è multidimensionale, non schiacciata sulla condizione economica, ma è una povertà anche educativa e relazionale».
Dalla pandemia in poi, la casa – intesa anche come realizzazione di sé - diventa sempre di più un diritto proibito per molte persone. Intitolato al Cardinale Ildefonso Schuster, il Fondo si propone di onorare la memoria di un pastore che ha sempre avuto a cuore le problematiche sociali, mirando a creare un impatto tangibile per le persone in condizioni di vulnerabilità. Non è solo un’iniziativa di raccolta fondi; ma un invito a una riflessione collettiva sulle disuguaglianze abitative che affliggono il territorio diocesano, un appello alla responsabilità sociale e alla giustizia.
Il Fondo Schuster è un’opera definita “segno”, che non ha la pretesa di risolvere il problema abitativo, ma che vuole far ripartire un processo virtuoso tra chi la casa ce l’ha e chi no. «Il Fondo è stato lanciato durante il 50esimo della Caritas Ambrosiana con l’obiettivo di proporre un’opera che potesse lasciare un segno, cambiando la mentalità delle persone nel precetto della carità» spiega Gualzetti.
Presente alla serata anche don Matteo Rivolta, neo-responsabile della Caritas Decanale, che ha illustrato come, grazie ad una dotazione iniziale di 1 milione di euro, sarà possibile riqualificare immobili, fornire garanzie per affitti calmierati e sostenere le spese abitative per le famiglie in difficoltà. I soldi raccolti saranno suddivisi su diversi obiettivi. Il 50 per cento per riqualificare appartamenti sfitti anche di edilizia residenziale pubblica, così da aumentare il numero di alloggi a disposizione. Il 20 per cento del fondo garantirà i proprietari di appartamenti privati nel pagamento dell’affitto da parte di affittuari segnalati dalla Caritas. Il 30 per cento del Fondo servirà per aiutare chi ha la casa, a mantenerla, superando difficoltà economiche.
«Il fondo è stato istituito per affrontare le sfide abitative che molte famiglie e individui si trovano ad affrontare nel nostro territorio è stato fortemente voluto e sostenuto dall’arcivescovo Mario Delpini, come opera-segno dedicata al diritto alla casa come principio fondamentale per una convivenza civile» ha detto don Rivolta.
La rete di Caritas, attraverso i Centri di ascolto, sarà fondamentale per individuare le famiglie beneficiarie degli interventi, mentre la Fondazione San Carlo collaborerà nella gestione e riqualificazione degli immobili. Al Fondo Schuster sarà dedicata la raccolta fondi quaresimale.
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