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Villa Carlotta, oasi romantica sul lago di Como

A Tremezzo, sulla sponda romantica del lago di Como, c’è una villa la cui storia rispecchia lo spirito del luogo: è Villa Carlotta, un prezioso gioiello candido di gusto tardo seicentesco, con una scalinata di pietra che un tempo scendeva fino nell’acqua, circondato di giardini, pergolati di agrumi, camelie, rododendri e azalee, un laghetto e fontane. Romanticamente, deve infatti il nome alla giovane e sfortunata principessa, figlia di Alberto di Prussia e Marianna di Nassau, morta prematuramente a pochi mesi dal matrimonio con il principe Giorgio II di Sassonia. La residenza era un dono di nozze dei genitori, e fu il marito - al cui interesse botanico si deve l’ampliamento del giardino e la stupefacente ricchezza di essenze - a intitolarla all’amata consorte perduta.
Procedendo a ritroso, la villa fu nell’Ottocento di Gian Battista Sommariva, governatore della Repubblica Cisalpina, avvocato e mecenate che la acquistò per farne uno dei musei all’epoca più celebri d’Italia, arricchendola di sculture e dipinti. Stendhal ne era rimasto profondamente colpito, e come lui numerosi altri scrittori e viaggiatori, da Gustave Flaubert, sedotto da gruppo marmoreo di «Amore e Psiche» di Canova («ho abbracciato la Bellezza stessa», scrisse), all’autrice di «Frankenstein», Mary Shelley, che colse l’armonica bellezza del luogo.
A volere la villa furono però nel 1690 i Clerici, una delle famiglie più facoltose e politicamente importanti in Lombardia tra Sei e Settecento, arricchiti grazie al commercio di lana e seta con il nord Europa e le Fiandre. Proprio intorno alla saga di questa dinastia ruota una delle mostre che segnano il fitto calendario di attività previsto per i mesi di apertura della villa (per tutti gli appuntamenti tra l’estate e l’autunno si veda villacarlotta.it).
In «Splendori del Settecento. Villa Carlotta e i marchesi Clerici» (fino al 3 novembre) i Clerici rivivono nei grandi ritratti, nelle scene di vita in villa, con gli ospiti del ballo che giungono in barca ai piedi della scalinata. Una sezione della mostra presenta, per la prima volta riuniti, i tre grandi quadri che decoravano l’Oratorio di San Francesco Saverio (a sinistra dell’ingresso, oggi racchiude i monumenti funebri dei Sommariva) commissionati a Legnanino, Abbiati e Cazzaniga, importanti artisti attivi in Lombardia alla fine del Seicento A corollario della mostra, un ricco calendario di appuntamenti, conferenze e visite guidate tematiche alla scoperta dei contemporanei giardini con giochi d’acqua di Villa Litta a Lainate, e della galleria affrescata da Tiepolo a Palazzo Clerici di Milano.
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