CAMPOBASSO
Madre e figlia morte avvelenate, si indaga anche sul dark web
(ANSA) - CAMPOBASSO, 01 APR - Le indagini sulla ricina, il
veleno del quale sono state trovate tracce nel sangue di Sara Di
Vita e di Antonella Di Ielsi, mamma e figlia di Pietracatella
morto subito dopo Natale, si concentrano anche sul web. Gli
investigatori cercano di capire da dove possa provenire la
sostanza letale che sarebbe stata usata per uccidere le due
donne. Verifiche riguardano in particolare il 'dark web', la
parte sommersa della rete dove avvengono attività illegali. La
pianta dalla quale proviene il veleno non è facile da reperire
ma si troverebbe anche in Basso Molise. Gli agenti, infatti,
hanno anche fatto informalmente verifiche in alcuni negozi della
regione.
La ricina è molto citata in diverse serie tv, soprattutto
americane, come Breaking Bad, e in passato fu utilizzata anche
dal Kgb per assassinare un giornalista bulgaro alla fine degli
anni '70. Gli 007 modificarono la punta di un ombrello e gli
iniettarono una piccolissima dose in una gamba. Dai semi della
pianta si estrae anche olio, utilizzato soprattutto
dall'industria cosmetica. E una volta estratto l'olio, il
residuo solido dei semi, i panelli di ricino, vengono impiegati
in agricoltura biologica come concime organico azotato e,
secondariamente, come repellente naturale per le talpe. Alcuni
prodotti derivanti dalla ricina sono di facile reperibilità, ma
solo i semi, attraverso un particolare trattamento, si
trasformano in una tossina micidiale, i cui effetti diventano
letali anche in dosi minime.
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