IL MESSAGGIO
Ambizione e sostenibilità: la doppia partita dell’OJM
Scola fa il punto sul percorso di sviluppo di Varese: «Tempi rispettati, lavoriamo con una visione a lungo termine»
«La Pallacanestro Varese cresce in maniera sostenibile dentro e fuori dal campo». E’ il messaggio che Luis Scola trasmette al centinaio di membri della famiglia biancorossa in occasione del tradizionale appuntamento con il “Business Matching” organizzato dalla società per mettere in contatto e creare opportunità di affari chi sostiene Varese (circa un centinaio i presenti in rappresentanza di 46 aziende). Un racconto di quel che fa il club biancorosso per coniugare risultati sportivi e sostenibilità, soddisfacendo il General che ha intrapreso il percorso nel settembre 2021.
La fiducia di Scola
«Sono fiducioso dello stato attuale del nostro progetto, che sta rispettando i tempi previsti quando abbiamo iniziato il percorso – spiega il dirigente argentino – Il nostro approccio basato su sostenibilità, sviluppo e innovazione nell’ambito di una visione a lungo termine è diverso rispetto ad un mondo del basket dove i progetti sono spesso focalizzati sulla vittoria immediata. E probabilmente nel breve termine questo approccio dà risultati migliori, ma gli altri ragionano sulla domenica successiva e noi sulla domenica che verrà fra 3-4 anni. Se non si capisce questo si crea una percezione sbagliata della realtà».
La crescita lenta
Ciò non significa ovviamente che Varese non voglia vincere, scegliendo però un modello di crescita lenta in grado di non creare traumi. «Il ritmo dei nostri progressi è organico, forse più lento rispetto a quello che piacerebbe a qualcuno, ma il fatto di essere ottavi a tre giornate dalla fine significa chiaramente progresso anche sul piano sportivo. Ovviamente a noi interessa vincere, ma crediamo che il miglior modo di farlo sia arrivarci per gradi e restare a quel livello. Vincere un campionato è l’obiettivo massimo per ogni club; farlo spendendo solo per i giocatori non è sostenibile nel tempo. Per noi non è possibile e non è attrattivo come modello; al contrario noi allarghiamo la base della piramid per generare risorse organiche. Con le quali si può fare quel che si vuole, compreso ingaggiare giocatori per la prima squadra».
Settore giovanile e pubblico
Scola prova ad anticipare un cambiamento di mentalità in Europa rispetto alla NBA che propone come modello: «Nella NBA c’è il limite del salary cap che a prescindere da quanto è ricco il proprietario mette vincoli agli investimenti e rende più appassionante il prodotto. In Europa non è possibile ma sono certo che a poco a poco cambierà; e quando accadrà saremo pronti con un approccio che genera più possibilità di vincere». Le due basi per aumentare i ricavi sono settore giovanile e pubblico: «Il settore giovanile è un modo per creare valore permanente: quando sono arrivato era esternalizzato all’Academy ma a mio avviso è l’asset più forte di un club di basket europeo. L’abbiamo riportato all’interno creando una società con la Robur et Fides; oggi abbiamo 450 ragazzi ed eventi come la School Cup che testimoniano il senso di appartenenza. Certo i tempi per avere risultati sono lunghi, anche 5-10 anni: per un quindicenne che arriva in serie A ce ne sono altri 10-15 che non ce la faranno. Ma lo sviluppo di un giocatore è molto importante a ogni livello: lo dimostra il caso Baskonia, che ho vissuto personalmente. In Italia c’è Trento che ha sviluppato i fratelli Niang e ogni anno lancia ragazzi di Under 17 o 19; il successo di oggi arriva da un progetto iniziato 7-8 anni fa».
Lo spettacolo
L’altro aspetto sul quale agire è lo spettacolo e il coinvolgimento a Masnago: «Venire al palazzo per vedere la partita è un evento bello di per sé, ma vogliamo migliorare l’esperienza per i tifosi tra quello che c’è prima, dopo, durante l’intervallo ed i time-out. Sono tutte inziative per allargare la piramide e aumentare i ricavi: più ne hai e più puoi prendere giocatori forti, di conseguenza vincere di più ed aumentare la fanbase». Un circolo virtuoso confermato dai dati esposti da Marco Zamberletti, direttore commerciale del team biancorosso: oltre a quelli noti delle presenze a Masnago a fine andata (4.425 spettatori di media di cui 2.659 abbonati, 8% in più rispetto all’anno scorso) spicca il dato dei 403tifosi biancorossi diffusi in tutta Italia. E la diffusione social con 112mila fan (più 5,6% rispetto al 2025/26) con tutti i vari canali (44mila su Facebook e 37mila su Instagram le community più diffuse). 130 gli sponsor totali in rappresentanza di 106 settori merceologici.
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