IN CONSIGLIO COMUNALE
Il caso derivati andrà in Cassazione
Stipulati nel 2007 dall’Amministrazione con Deutsche Bank. L’annuncio del sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli

È iniziato con il botto il Consiglio comunale di Busto Arsizio giovedì sera, 16 gennaio. In avvio di seduta infatti il sindaco Emanuele Antonelli ha riferito un’importante novità per il Comune di Busto Arsizio riguardo l’annosa vicenda dei derivati, stipulati nel 2007 dall’Amministrazione bustocca con Deutsche Bank. «Un’ordinanza della Corte d’Appello - ha annunciato Antonelli - ha ritenuto fondata la richiesta del Comune di rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione. È stata cioè riconosciuta la sussistenza dei presupposti per portare il caso in Cassazione. Questo significa che le contestazioni mosse dal Comune non erano né balzane né pretestuose, come qualcuno, anche in quest’aula, aveva osservato. La decisione della Corte d’Appello avrà una risonanza a livello nazionale».
IL CASO DERIVATI
Un caso estremamente complesso, quello dei derivati stipulati nel lontano 2007 da Palazzo Gilardoni con Deutsche Bank. La High Court of Justice di Londra aveva riconosciuto la validità dei derivati, e successivamente il Tribunale di Milano aveva respinto la richiesta dell’Amministrazione bustocca di non riconoscere in Italia il verdetto emesso in Inghilterra (Il che ha comportato un vero e proprio salasso economico per il Comune di Busto).
ANTONELLI: «ABBIAMO FATTO BENE A RICORRERE IN APPELLO»
Ma Palazzo Gilardoni ha impugnato la sentenza del Tribunale di Milano. Adesso si riaccende la speranza di ribaltare la sentenza londinese. «Non abbiamo ancora vinto niente - precisa il sindaco -, ma quest’ordinanza dimostra quantomeno che abbiamo fatto bene a ricorrere in appello. Altrimenti la Corte dei Conti avrebbe mosso dei rilievi anche pesanti. Adesso la questione passa all’esame della Cassazione. Sono orgoglioso e contento di questa notizia».
Il servizio completo sulla Prealpina di venerdì 17 gennaio, in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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