PREOCCUPAZIONE
Botte tra stazione e sala scommesse: residenti esasperati
Tensioni a Gallarate. Le proteste dei cittadini e la polemica politica
Risse, urla, tensioni. La zona della stazione a Gallarate torna al centro della cronaca e della polemica politica dopo l’ennesimo episodio della scorsa settimana, seguito da altri scontri tra via Beccaria e corso 25 Aprile. Un copione che si ripete e che riaccende la protesta dei residenti.
Le proteste
«Non è possibile continuare così, camminare qui non dà sicurezza», raccontano con tono sconsolato. Nel mirino l’area tra il centro scommesse e la stazione, indicata come punto critico: «Serve un intervento più stringente». E tra le richieste torna anche quella, radicale, di chiusura della stessa sala scommesse, ritenuta luogo di ritrovo da cui spesso nascono tensioni tra stranieri.
La polemica politica
Il caso si sposta rapidamente sul piano politico. I Verdi, visto il ripetersi di certe situazioni, chiedono le dimissioni dell’assessore Germano Dall’Igna (Sicurezza). Il quale replica fornendo spiegazioni sullo stato dell’arte. «I controlli, come attestano i report giornalieri, sono reiterati, continui e costanti da parte della polizia locale in sinergia con le altre forze dell’ordine», sottolinea l’esponente della giunta di centrodestra. «Tuttavia episodi come quello avvenuto in stazione dimostrano che serve un salto di qualità». L’assessore allarga il campo: «È indispensabile un intervento deciso della Prefettura e del ministero dell’Interno per rafforzare in modo strutturale la presenza nell’area». In questo scenario lui attende le risposte «concrete» da parte di Rfi, perché «la stazione non può diventare una zona franca». Sul tavolo, quindi, non solo l’emergenza del momento ma una partita più ampia. «Uno degli obiettivi del 2026 è chiaro – conclude Dall’Igna – una città più sicura, attraverso il potenziamento del presidio fisso e dinamico della stazione e delle altre zone sensibili».
Intanto, tra chi vive e attraversa ogni giorno quell’area, resta una sensazione difficile da ignorare: la sicurezza percepita non tiene il passo delle promesse. Tra queste c’era l’intenzione rendere la nuova piazza Giovanni XXIII più viva con, a esempio, le bancarelle per il mercato rionale o eventi in grado di attirare persone. «Ma non si è visto nulla di tutto ciò» commenta il residente. E intanto la tensione generale continua a salire.
Residenti stanchi
delle risse,
l’assessore
dà spiegazioni
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