IL CHITARRISTA
Gilmour al Circo? Meglio i Pink Floyd
Dal 1967 al 2014 mettiamo in ordine i quindici album in studio della leggendaria band

David Gilmour è tornato: 78 anni, a 10 dal suo ultimo lavoro solista (e dall’ultimo a nome Pink Floyd) è pronto a lanciare Luck and Strange, preceduto dal singolo The Piper’s Call. E a tuffarsi in un tour già “quasi sold out”. Con sei date romane, al Circo Massimo (27 settembre - 3 ottobre) a prezzi non proprio popolari: dai 150 agli oltre 600 euro. Successo annunciato anche se, temo, le aspettative dei fan floydiani saranno un po’ deluse (nelle scalette mancherà materiale della band in epoca Waters: ah, le belle amicizie cinquantennali...).
Molto spazio alla carriera solista e qualcosa dagli ultimi due album in cui il chitarrista aveva preso le redini del gruppo. Che fare? Senza voler scoraggiare nessuno, potremmo consigliare in alternativa l’ascolto di una delle quindici perle della discografia PF. In ordine cronologico o - e so già di attirarmi strali - secondo la personale classifica, dal numero 15 all’1. Eccola: 15- The Division Bell (1994); 14 - The Endless River (2014); 13 - A Momentary Lapse of Reason (1987); 12 - Obscured by Clouds (1972); 11 - The Dark Side of the Moon (1973); 10 - The Wall (1979); 9 - More (1969); 8 - Atom Heart Mother (1970); 7 - Wish You Were Here (1975); 6 - The Final Cut (1983); 5 - A Saucerful of Secrets (1968); 4 - The Piper at the Gates of Dawn (1967); 3 - Ummagumma (1969); 2 - Animals (1977); 1 - Meddle (1971). Buon ascolto. Dal vivo o da vinile.
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