SALUTE
In cerca dell’anima sul lettino
Aumentata la tendenza ad andare dallo psicologo. Impennata del 40%

Un tempo era qualcosa da tenere nascosta. Si temeva il giudizio. Le sofferenze dell’anima venivano considerate “roba da femminucce”, una perdita della bussola su cui ironizzare. “Vai dallo strizzacervelli?” era la provocazione, il dito messo nella piaga di un male dai contorni indefiniti. Un tempo era così. Un tempo ormai lontano.
Già perché lo psicologo oggi è giustamente visto come un insostituibile professionista della salute. I dati confermano questa tendenza: a livello nazionale, da Nord a Sud, da Palermo e Varese, l’attività è cresciuta di oltre il 30%. Lo si evince, peraltro, dalle dichiarazioni dei redditi. Il boom quindi è certificato e c’è chi addirittura stima che l’impennata dei consulti sia adesso, anno 2024, vicina al 40% in più. Non a caso, il bonus psicologico - contributo al sostegno delle spese per le sessioni di psicoterapia - è diventato strutturale.
Giovani a disagio con la scuola? Onda lunga dell’effetto pandemia e del tutti chiusi in casa? Non solo. Dalle ultime statistiche, emerge che anche i giovani adulti, anzi soprattutto loro, hanno bisogno di trovare risposte che da soli non trovano di fronte a un disagio del vivere. Magari poi non arrivano risposte ma le domande giuste che il paziente dovrebbe porsi. Il beneficio, la cura, è identico. La locuzione latina “mente sana in corpo sano” può quindi essere letta anche al contrario: corpo sano se la mente è altrettanto. Le ferite (da amore, delusioni, stress, lavoro) sanguinano. Anche dagli occhi. Sono lacrime.
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