L’INTERVENTO
Mamma anatra “sbaglia” nido: salvati otto piccoli
Erano nati in una fioriera in zona ospedale, a Gallarate. La famigliola di germani reali è stata “scortata” fino all’acqua dell’Arnetta
Mamma anatra aveva fatto il nido tra le fioriere di un giardino in zona ospedale, a Gallarate. Da lì, però, i suoi otto piccoli non sarebbero mai riusciti a raggiungere l’acqua dell’Arnetta. Per il salvataggio della famigliola di germani reali lunedì 13 aprile ci sono voluti un grande secchio e soprattutto la delicatezza dei proprietari di casa e dei volontari Lipu (la Lega italiana protezione uccelli) che in casi come questo sono pronti a dare il consiglio giusto quando la convivenza della fauna selvatica con l’urbanizzazione diventa a rischio. L’anatra e gli anatroccoli che erano rimasti intrappolati in un giardino sono stati scortati fino al corso d’acqua.
UN’ALTRA SEGNALAZIONE
Pochi giorni fa la Lega italiana per la protezione degli uccelli era già stata allertata per un altro salvataggio analogo, sempre a Gallarate, questa volta in via Volta. L’insidia, per gli animali, è legata al luogo che scelgono per realizzare il proprio nido, all’interno di proprietà chiuse da cancelli dai quali le bestioline appena nate non riescono a uscire.
L’AIRONE SALVATO
Sempre a Gallarate, a gennaio la prontezza degli operatori della discarica aveva permesso di salvare un airone che era giunto allo stremo delle forze e si era tuffato nel cassone dell’umido nella piazzola ecologica di via Aleardi. Allora due addetti, Alberto e Donato, avevano recuperato uno scatolone, vi avevano deposto l’uccello e avevano chiamato subito gli esperti di fauna selvatica, in modo che l’animale venisse curato al centro specializzato di Magenta.
TERRITORIO SOLIDALE
Nonostante Gallarate sia collocata in un territorio ormai ampiamente urbanizzato, sono numerose le persone che si dimostrano attente alla sopravvivenza della fauna. In questa direzione qualche tempo fa le buche pontaie del campanile della basilica erano state modificate in modo da permettere la nidificazione ai rondoni, tenendo alla larga invece i piccioni. Sulla tutela delle specie animali lavora anche il Parco del Ticino, che sabato scorso, 11 aprile, ha riaperto uno dei sentieri ai piedi del Monte Diviso, tra Cavaria e Gallarate, che era diventato impraticabile per via di un ponticello traballante. Lungo quel sentiero non è raro trovare le tracce di diverse specie che popolano i boschi del Basso Varesotto.
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