SCUOLA
Maturità, quei ragazzi siamo noi
Le prove scritte, i luoghi comuni sui ragazzi di oggi

Siete curvi sul banco per la seconda prova dell’esame scritto di maturità. La tensione è a mille. Vi hanno bollati come schiavi dei Social. Come se i vostri genitori e gli adulti in generale non lo fossero. Siete l’ennesima nuova generazione priva di ideali, senza valori. Come se la società, tutta, al di fuori di voi, ne fosse pervasa. Vi manca il senso della misura, eccedete nel godereccio, Come se Salvini col mojito e la Schlein che balla sul carro della sfilata “A far l’amore comincia tu” fossero l’esempio morigerato della classe dirigente. Con questi luoghi comuni state affrontando, lo spartiacque della Maturità. Perché di spartiacque si tratta: da settembre, per chi supererà l’esame di stato, inizierà una nuova vita, fatta di lavoro o di ricerca di un impiego, e per chi andrà all’università di gestione non routinaria dello studio, di esami da aggirare come i paletti nello slalom gigante. Siete molto meglio di come vi dipingono i pessimisti e gli psichiatri-sociologi oltranzisti. È stata alzata l’asticella delle competenze che dovete acquisire: digitali, , linguistiche (una o due straniere sono indispensabili), attitudinali (predisposizione a viaggiare, a vivere col trolley). Tante sfide, più di quante ne avevano alla stessa età i vostri genitori, e scarsa indulgenza. Oggi siete alla seconda prova scritta. Poi l’orale. La maturità porta con sé ricordi che resteranno indelebili. Superata, vi potrete concedere - se vi gustano - uno o più mojito e un ballo sfrenato “ a far l’amore comincia tu”. Ragazzi, tifiamo per voi.
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