CHE FINE HA FATTO
Rovazzi fa quello che vuole. Ma stavolta esagera
Per pubblicizzare un disco ha finto il furto del telefono in diretta social

«Faccio quello che voglio, faccio quello che mi va, quest'estate sono fuori controllo». Ma suvvia, caro Rovazzi, non prenda troppo sul serio il testo di uno dei suoi successi passati: la regola del non esagerare vale per tutti, anche per chi deve tornare a occupare una posizione di rilievo nel panorama della musica italiana.
Ricapitoliamo: anno 2016, Fabio Piccolrovazzi, cognome estremamente lungo che lui decide di accorciare in Rovazzi, all’epoca 22enne, invade i social con una canzone che piace tantissimo ai più giovani, «Andiamo a comandare»; nel giro di cinque mesi, diventa il singolo che comanda la classifica italiana dei dischi più venduti e diventa il tormentone dell’estate di quell’anno fino al punto di fare guadagnare al suo autore il disco di platino.
Rovazzi diventa un caso nazionale: lo vogliono le radio, lo vogliono le tv, lo vuole il cinema. Lui ne cava fuori un secondo disco, «Tutto molto interessante», che naturalmente arriva in fretta al numero 1. Sembra tutto troppo facile per il cantautore di Lambrate, che pubblica un terzo disco, «Volare», a cui partecipa addirittura il monumento della musica italiana Gianni Morandi. Diventa poi protagonista del film «Il vegetale», partecipa come ospite a Sanremo ed è il personaggio di uno spot delle Big babol prima di essere scelto dal gruppo Chrysler-Fiat (per la campagna di incentivi del 2019) e dalla Wind. A quel punto, ecco il disco dal testo un po’ presuntuosetto, «Faccio quello che voglio» a cui partecipano in voce o in video i volti più noti della tv italiana: Rovazzi è il fenomeno del momento.
Il periodo del Covid, però, non gli porta bene: finita la pandemia i suoi dischi non funzionano più come i primi e così si arriva ai giorni nostri, con il trentenne musicista che deve rilanciarsi.
Ma che fine ha fatto Rovazzi? Ha avuto un’idea pubblicitaria decisamente sopra le righe per lanciare il nuovo singolo: ha finto di essere derubato del telefonino in diretta social a Milano e ha fatto passare la cosa per vera. L’enorme riscontro mediatico, però, lo ha costretto nel giro di poche ore a svelare la verità e non è che ci abbia fatto una gran figura: gli hanno tirato le orecchie nell’ordine il sindaco Beppe Sala, l’assessore comunale Pierfrancesco Maran e dulcis in fundo il questore uscente Giuseppe Petronzi. Quando si saprà come sarà andato il disco, scopriremo se i giovani hanno apprezzato o no pezzo e idea pubblicitaria.
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