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Salmo e Noyz Narcos allevati all’inferno
«Hellraisers», il brano con cui i due rapper hanno lanciato l’album “CVLT”, sabato 15 all’Area Concerto della Fiera di Milano

Allevati all’inferno, ecco che cosa significa letteralmente. In realtà, nello slang anglosassone è un’espressione utilizzata soprattutto per indicare gli attaccabrighe più litigiosi, con tendenze alcolemiche che oltrepassano spesso il decoro.
Hellraisers è anche il titolo scelto da Salmo e Noyz Narcos per il loro tour nazionale di coppia, che mette le tende all’Area Concerto della Fiera di Milano a Rho sabato 15 alle 21.
Il motivo di un’etichetta così spavaldamente minacciosa è presto detto. Hellraisers è il brano con cui i due pesi massimi del rap italiano hanno lanciato la riedizione del loro joint album di assoluto successo CVLT, pubblicato inizialmente nel novembre dell’anno scorso e in grado di raggiungere il primo posto nelle classifiche commerciali che dettano le tendenze di ascolti e vendite musicali del Belpaese. In principio la canzone faceva parte delle cinque tracce bonus pensate per il progetto, all’interno delle quali si trovavano i featuring degli amici e compagni di scena Lazza in Hotline, Guè in Rap Money e Gemitaiz in Non mi passa, oltre all’ulteriore L’odio.
Nella proposta deluxe di poche settimane fa Hellraisers è stata presentata come una sorta di sottotitolo del rinnovato ed esclusivo formato. Una vera e propria chicca per gli appassionati dei due compari, già sicuramente entusiasmati dalle 15 creazioni che formavano la scaletta originaria, infarcita di versificazioni taglienti, basse elettroniche telluriche e una sintonia sempre all’altezza dell’altisonante sodalizio. CVLT ha raccolto intorno a sé il gotha dell’hip hop nostrano, dalla vecchia guardia alle nuove generazioni. Tra i rapper coinvolti ci sono infatti sia il decano Marracash, ospite in Respira, sia il classe 2001 Kid Yugi, che compare nella quasi-title track Cult, passando per un nome ben noto all’underground come DJ Gengis (collaboratore di lunga data di Narcos), impegnato allo scratch di dischi in Nightcrawlers.
Ma da segnalare è che Salmo e Noyz non si sono limitati a pascolare nel proprio prato di riferimento, contattando colleghi che apprezzano e stimano. L’azzardo, se così si può dire, è stato rompere il recinto e aprirsi anche a sonorità meno usuali, come nel caso della morbida e sinuosa My Love Song 2, debitrice dell’intervento di un altro duo, quello composto da Coez e Frah Quintale, che ha esplorato più di ogni altro i legami con l’indie. Oppure in Matrioska, pezzo tra i cui autori compare anche quell’Andrea Venerus che ha segnato un significato cambio di rotta nella percezione dell’R&B made in Italy.
Insomma, pur senza snaturarsi o distanziarsi troppo dalle proprie abitudini, CVLT si è imposto come un album d’impatto e schiettezza, meritevole di una trasposizione dal vivo che ne mostri altre incandescenti evoluzioni a firma Salmo e Noyz. O forse, sarebbe il caso di dire Maurizio ed Emanuele, un binomio di narratori atipici il cui affiatamento è prima di tutto sinonimo e manifestazione di una sincera e profonda amicizia. Un rapporto per lo meno decennale, suggellato nel 2013 dal video di Rob Zombie, tratto dal terzo disco solista di Salmo Midnite e ora giunto a uno spartiacque.
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