PERCORSI
Valle Aurina: nel fresco paradiso delle acque
La valle laterale più estesa dell’Alto Adige, 80 montagne oltre i 3000 metri e 850 km di sentieri

La “voce” dei fiumi e delle cascate, il profumo dei boschi e i contadini che sfalciano il fieno anche su prati con pendenze estreme sono solo alcuni dei rumori, dei profumi e delle immagini che caratterizzano la Valle Aurina. Quassù si incunea la valle laterale più estesa dell’Alto Adige che, issandosi verso l’Austria, arriva a ospitare il punto più a nord d’Italia, Vetta d’Italia. Gran parte di questo territorio, circondato da 80 montagne oltre i 3.000 metri, è compreso nel Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, caratterizzato da ghiacciai, laghi e distese di conifere che, in estate, possono essere scoperti attraverso una rete impressionante di 850 chilometri di sentieri di diverse difficoltà.
L’acqua è indubbiamente uno degli elementi che caratterizza la Valle Aurina, costellata da 10 cascate, 35 laghi e 120 sorgenti di acqua potabile. E sempre l’acqua regala uno degli spettacoli naturali più unici delle Alpi, quello del biotopo Wieser Werfer Moos, una zona umida dove prolifera una varietà di piante e animali rari. Per raggiungerlo bisogna arrivare alla fine della valle Aurina, a Casere, dove si consiglia di giungere utilizzando l’efficiente servizio pubblico di bus, la cui carta di viaggio è spesso compresa nel soggiorno delle strutture alberghiere.
Da Casere si sale sul versante occidentale della valle. Il sentiero, inizialmente a zig zag, è abbastanza ripido, ma il tragitto è adatto a tutti coloro che hanno un minimo di allenamento ed è di difficoltà E (Escursionistico). Dopo circa 90 minuti e 550 metri di dislivello, si arriva al biotopo che, quest’anno, grazie alle abbondanti nevicate, è particolarmente ricco d’acqua e, quindi, in forma smagliante. L’area umida è caratterizzata da una serie di serpentine che disegnano i meandri del corso d’acqua scavati in una conca pianeggiante lunga circa 300 metri. È come se l’impeto della sorgente qui si prendesse una “pausa di riflessione”, volendo quasi rallentare la sua calata a valle, per rimanere in questo paradiso per qualche istante in più, prima di tuffarsi verso il Mar Adriatico. E così, si resta ammirati dall’affresco disegnato dalla natura e si riflette su come le anse possano assomigliare alle forme di una donna, oppure alle svolte attorcigliate che, talvolta, si devono affrontare nella vita.
Nel biotopo, che si può ammirare al meglio osservandolo dall’alto e, quindi, salendo ancora di una cinquantina di metri di dislivello in direzione del Lago della Selva, ci si può concedere anche una sessione di percorso kneipp totalmente naturale: pucciare i piedi finché il freddo lo consente per avere una botta di crioterapia e poi, a piedi nudi, camminare sulla morbidezza della coltre della palude, scaldata dal sole. Percorrere a piedi nudi un biotopo è, tra l’altro, indicato per migliorare la circolazione del sangue, equilibrare la postura, rafforzare i muscoli dei piedi e la connessione con la natura. Nella tarda primavera la protagonista, come detto, è l’abbondanza di acqua, mentre in estate, il biotopo è contrassegnato dai fiori dell’erioforo, dal pennacchio bianco che li fa assomigliare a un batuffolo di cotone, mentre in autunno a dominare è il rosso dei larici.
Per la discesa si consiglia di tornare sui propri passi per 15 minuti, lungo il sentiero compiuto in salita e poi prendere la mulattiera che invece sale a nord. Infine, dopo un altro quarto d’ora in piano, imboccare il sentiero che ridiscende deciso a valle, accompagnati da alcune cascate. Giunti in basso, è d’obbligo una sosta, per esempio, alla Malga Adler (Adleralm), con specialità come le tagliatelle al ragù di cervo, il Kaiserschmarrn, la frittata dolce più facile da mangiare che da pronunciare, oppure uno yogurt di malga con latte appena munto, magari accompagnato dai mirtilli visti lungo i sentieri. Ancora una mezz’ora di cammino e si torna a Casere, passando per la chiesetta più a nord d’Italia, quel gioiellino in mezzo al verde dedicato a Santo Spirito. Uno Spirito che, anche per chi visita la Valle Aurina, torna a essere serenamente in pace. Per maggiori informazioni contattare l’associazione turistica Valle Aurina ahrntal.com.
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