I CONSIGLI COMUNALI
Fotovoltaici e antenne 5G, tante proteste
Nel Novarese si discute degli impianti che potrebbero sorgere a Oleggio Castello, Invorio, Gattico e Castelletto Ticino

Consigli comunali ad hoc, raccolta di firme. È mobilitazione nel Novarese contro gli impianti agrivoltaici, fotovolatici e antenne 5G. A Oleggio Castello la maggiore levata di scudi contro l’impianto agri-fotovoltaico di via Ceserio, la strada provinciale per Gattico. La seduta consigliare ha avuto la sala gremita di cittadini interessati a contrastare una «speculazione» come l’ha definita, senza mezzi termini, il sindaco Marco Cairo, mentre i cittadini si stanno mobilitando raccogliendo firme contro l’impianto. Il sindaco ha detto: «Lo abbiamo fatto notare e recentemente è stato interpellato, ma i vertici hanno preso tempo. È necessario il rispetto del paesaggio, non è stata emessa la Vinca, la particolare valutazione da prendere in considerazione la presenza del Parco. Questo ha portato al rinvio e alla sospensione del progetto, ma non all’annullamento». L’assessore all’Ambiente Alberto Ventura, esperto di ambito naturale, ha dichiarato: «Noi non siamo contro la pianificazione energetica: ok, però senza distruggere l’ambiente e nel rispetto dell’area paesaggistica». Gianluca Pajaro, consigliere di opposizione, ha aggiunto: «L’area è un anfiteatro del Verbano, accanto al Parco Naturale dei Lagoni, zona ricca di fauna di pregio e di fontanili e acque meteoriche. Oltretutto è un progetto senza alcuna ricaduta sul territorio». Legambiente Basso Verbano con un documento ha detto no al progetto.
INVORIO DICE NO AI PANNELLI
A Invorio dovrebbe sorgere un grosso impianto fotovoltaico tra le frazioni Mescia e Talonno in una piena zona boschiva. Dopo le proteste dell’ex sindaco Roberto Del Conte, consigliere di minoranza e fortemente contrario al progetto di 17 megawatt (che a differenza di quello di 7 megawatt di Oleggio Castello dovrà avere il parere del Ministero), la Giunta ha convocato una assemblea a Mescia. Il sindaco Flavio Pellizzoni ha detto: «Nel 2008 la proprietà Giacomini aveva pensato di creare una clinica riabilitativa, poi una centrale a biomasse o un centro sportivo con residenze. Ora il fotovoltaico di un progetto di un impianto che sarà schermato dalla vegetazione. Chiederemo una compensazione ambientale, garanzie di fideiussioni». Alberto Rollini, vicesindaco, ha aggiunto: «Il Comune chiederà almeno a 100.000 euro di fondi annui da convertire in benefit per i cittadini» Del Conte si è detto contrario: «È una zona boschiva e prativa incontaminata. Se il progetto fallisse chi ci darà la certezza che i pannelli vengano rimossi. Voglio che si esprima il Consiglio comunale». Intanto in pochi giorni sono state raccolte decine di firme.
GATTICO: IL SINDACO È FAVOREVOLE
Anche a Gattico i terreni dell’ex cava Miserotti finiranno per essere coperti dai pannelli. Sono previste mitigazioni ambientali. L’impianto è di 6,8 megawatt, ma non sta trovando grande opposizione nelle forze politiche locali, anzi il sindaco Federico Casaccio si dice favorevole a incentivare il fotovoltaico.
L’ANTENNA 5G DI CASTELLETTO TICINO
Infine a Castelletto Ticino, dove oltre 100 firme sono arrivate quando l’antenna 5G di 30 metri in via Valloni era già sul punto di essere costruita. Ne è nato un Consiglio comunale “acceso”. L’ex sindaco Matteo Besozzi (Per Castelletto) ha attaccato la giunta: «Dai documenti raccolti si è appurato che l’iter della pratica è iniziato a marzo 2024 e che nel giugno dello scorso anno era già in pratica finito? Perché la popolazione non è stata informata e lo ha saputo a cose fatte? Perché il Comune non ha espresso un parere, sia pure non vincolante?». Michele Giovanetti (Bene Comune) si è associato: «La democrazia è invece spiegare e informare la popolazione». Massimo Stilo, il sindaco, ha replicato: «L’antenna non è ancora attiva, è un 5G, ma sarà simile alle altre di telefonia, non avrà le emissioni da 5G. È nata per un accordo tra un privato e la ditta Iliad e la normativa nazionale non ci consente di bloccarle. A Castelletto ci sono ben 27 impianti di telefonia sorti durante il periodo di Besozzi sindaco e nessuno ha mai pensato di fare una assemblea».
© Riproduzione Riservata