SUL PALCOSCENICO
Tootsie: uomini mettetevi nei panni di una donna
Ogni battuta è un attacco feroce a ciò che è parte dello spettacolo. Protagonisti Paolo Conticini ed Enzo Iacchetti, firma e adattamento da Massimo Romeo Piparo

«Sono stato un uomo migliore con te da ‘donna’, di quanto lo sia stato con le altre donne da ‘uomo’»: la frase “cult” pronunciata da Dustin Hoffman a conclusione del film del 1982 di Sydney Pollack torna anche nella versione musical di Tootsie, in scena dal 26 dicembre al 1° gennaio al teatro Manzoni di Milano e il 25 e 26 gennaio al teatro di piazza Repubblica a Varese, con protagonisti Paolo Conticini ed Enzo Iacchetti. «La frase finale - sottolinea Massimo Romeo Piparo, che firma regia e adattamento italiano della commedia musicale che ha debuttato nella versione originale a Broadway nel 2019 – è il senso stesso dello spettacolo: gli uomini dovrebbero mettersi più spesso nei panni di una donna per essere migliori, perché nei panni di una donna riescono ad affrontare anche le loro debolezze». Una storia, quella raccontata in Tootsie che è di grandissima contemporaneità: «Non si tratta di uno spettacolo “en travesti” – prosegue Piparo -, ma ha al centro un disoccupato che ha bisogno di lavorare, un attore bravo che crede molto nel suo lavoro, in cui è penalizzato dal suo carattere puntiglioso che si scontra con un mondo dello show business fatto di produttori improvvisati. E che si fa venire un’idea che può cambiargli l’esistenza». Partecipando a un provino in cui cercano una protagonista donna. E riuscendo ad avere la parte proprio spacciandosi per una donna. L’adattamento rispetto al film è che il provino non è per una serie tv, ma per un musical di Broadway ai giorni nostri, pur con un retrogusto anni Ottanta soprattutto nel modo di fare dei due personaggi centrali: Michael Dorsey/Dorothy Michaels impersonato da Paolo Conticini, e il suo amico Jeff, che ha il volto di Enzo Iacchetti e che vorrebbe fare lo sceneggiatore ma gestisce la bistecchiera Spolpati l’osso a New York. «Michael si trova così a un bivio – spiega ancora il regista -: scegliere se essere realizzato nella carriera indossando una maschera o vivere la sua vita da uomo che si innamora». E con presente una satira pungente, conclude Piparo: «Ogni singola battuta è un attacco ferocissimo a quello che oggi è diventato un certo mondo dello spettacolo: la debolezza del nostro settore viene molto messa a nudo, ma attraverso l’ironia. Che si unisce alla disperazione di questi due amici che ogni giorno combattono per portare avanti il loro lavoro».
Prodotto da PeepArrow Entertainment e Il Sistina in accordo con Music Theatre International (Europe) Limited, Tootsie vede in scena tra i protagonisti principali anche Beatrice Baldaccini nel ruolo di Julie. Che si trova davanti una Tootsie che, a differenza di quello che era Hoffman nel film, è un vero e proprio “donnone” che esercita attorno a sé un certo rispetto anche per le sue caratteristiche fisiche e non solo per il carattere deciso che già era nella pellicola cinematografica.
«Questa è una prova difficile – ammette Conticini -, con cambi velocissimi dal ruolo maschile a quello femminile, con la trasformazione della voce anche nelle parti cantate, delle movenze. Ma a me piace fare cose diverse e non sempre le stesse, sono contento di dire cose in scena che, come accadeva nel film, danno un punto di vista non maschile, ma femminile». E se Iacchetti, che precisa come il suo sia un ruolo da «coprotagonista» che ha accettato proprio perché voleva cimentarsi nel musical, genere che ancora gli mancava, specifica che ha visto il film nel 1982, ma non «la trasposizione in musical di Broadway» per non legarsi al «Jeff statunitense, ma per andare dentro il copione e far crescere il personaggio con me», per la sua Tootsie di Conticini si è “documentato”, per vedere «soluzioni che non sono solo del film o dell’opera teatrale, ma anche con spunti da altri film, cercando di “acchiappare” un po’ di tutto e adattando quel ruolo su di me, pur tenendo la linea della regia». E in quella dolcezza, delicatezza, «maternità» femminile rappresentata sul palco interpretando il ruolo di quella «bella donnona», Paolo Conticini ammette di piacersi. E, confida, di essere piaciuto anche a sua moglie. Suscitando in Iacchetti una battuta immediata: «Questo è amore, però!», che testimonia l’affiatamento che si è creato tra i due attori.
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