FOTOGRAFIA DI MODA
Irving Penn, la realtà vista con i suoi occhi
Mostra alla Cardi Gallery. Il grande fotografo americano torna ad essere esposto a Milano dopo 30 anni.

Dopo I Dormienti di Mimmo Paladino e Small Gems, opere di piccolo formato di Agostino Bonalumi, Cardi Gallery propone un’altra imperdibile mostra dove il titolo coincide con il nome dell’artista: Irving Penn. Realizzata in collaborazione con The Irving Foundation e Pace Gallery la mostra propone opere comprese in un arco temporale che va dagli anni Quaranta sino ai Novanta. Maestro indiscusso della fotografia di moda, oltre 150 le immagini scattate per Vogue, Irving Penn ( Plainfield, New Jersey 1917 – Manhattan, New York 2009) ha rivolto il suo sguardo anche verso minoranze sociali, politiche e culturali arrivando a comporre still – life floreali tesi a definire composizioni dove i soggetti ritratti paiono etoile colte nel loro più elegante tenore espressivo, sino a ritratti di personaggi noti divenuti sempre più iconici con il passare del tempo. La mostra quindi rappresenta la prima occasione, in oltre trent’anni, di ammirare la raffinatezza creativa del grande fotografo americano.
Il tocco magico di Irving Penn, espresso nelle foto di moda, riusciva a coniugare rigore tecnico a eleganza estetica conferendo perfezione in ogni sua forma, non disgiunta, quando i soggetti mutavano contesto, da una profonda sensibilità e rispetto nei confronti di gruppi ai quali non sarebbe mai stato concesso varcare la soglia di un set fotografico dove si scattavano foto per le più prestigiose maison.
A definire il profondo legame del maestro con il nostro paese compaiono, come in una sequenza cinematografica nel piano superiore dello spazio espositivo, una serie di ritratti eseguiti in più decenni dei più significativi personaggi del novecento italiano; si va da dalla mediterranea eleganza di Sophia Loren, al meditativo Alberto Moravia, alla ieraticità di Giorgio De Chirico sino alla scanzonata autoironia di Luciano Pavarotti. Il tutto definito in scatti destinati a durare da qui all’eternità.
Mauro Bianchini
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